A Catania vi sono monumenti off limits, dove di comitive di turisti neanche si parla, perché gli unici visitatori "autorizzati" sono gatti, topi e piccioni. Tesori di arte e cultura nel centro di Catania buttati alle ortiche e qualcuno addirittura chiuso ermeticamente da anni. Un quadro che mette in luce il permanente stato di gran parte dei monumenti ignorati ormai dagli stessi catanesi, al punto che le nuove generazioni non ne conoscono neppure l'esistenza. Qualcuno viene aperto solo su specifica richiesta. Per tanti altri siti, anche archeologici, invece, non esiste nemmeno questa possibilità. Insomma non è tutto oro quello che luccica nel quadro del consistente patrimonio artistico, culturale e storico di questa città. I turisti sono sempre più informati con internet e si fidano delle mappe e delle guide, ma quando arrivano davanti ai cancelli chiusi, cercano un cartello che indichi almeno un orario di apertura o un numero di telefono a cui rivolgersi e non lo trovano. La chiesa dell'Idria, il Pozzo di Gammazita, le Terme della Rotonda, il cortile di San Pantaleo, i reperti di piazza S. Antonio, la Torre del Vescovo e le terme dell'Indirizzo. Monumenti finiti nel dimenticatoio e che, di questo passo, forse non verranno mai più recuperati. Testimonianze storiche di una Catania antica, a cui aggiungere anche la struttura dell'ex manifattura tabacchi. Qualcuno di questi beni culturali viene abitualmente preso di mira persino dai vandali, come la diroccata chiesa dell'Idria che, oltre all'impalcatura arrugginita di un vecchio cantiere caduto nell'oblio, adesso deve fare i conti con la porta d'ingresso trivellata di colpi di arma da fuoco. L'annesso cantiere si è ormai trasformato in discarica dove vengono abbandonati persino gli scooter senza targa. «Qui c'è una questione legata alla sicurezza - spiega il consigliere della municipalità del "Centro" Salvo Cattano - non sappiamo nemmeno quando riprenderanno i lavori ed è sparito persino il cartello che indica modalità e tempistiche degli interventi». Stessa fine hanno fatto anche la Torre del Vescovo e le vecchie mura di Carlo V. C'è poi la singolare situazione del Pozzo di Gammazita: il luogo dove, durante i vespri siciliani, si suicidò una contadina per sfuggire alle attenzioni di un soldato francese. In passato, per poter accedere al sito, ora circondato dai palazzi, bisognava chiedere il permesso alla signora Ninetta, una sorridente abitante della zona che apriva volentieri il cancello a chi bussavaalla sua porta. Oggi la pensionata non c'è più e addio Pozzo di Gammazita. Chiuse pure le Terme dell'Indirizzo, con la pubblicità abusiva che copre gran parte della targa e poi ci sono le Terme della Rotonda, il cui ingresso si trova in via della Mecca, ma quasi nessuno lo sa. In teoria il sito sarebbe visitabile su richiesta ma non c'è nemmeno un cartello che possa dare un qualsiasi tipo di informazione, nemmeno uno straccio di numero di telefono. Al cortile di San Pantaleo invece si accede dalle scalinate di via Santa Trinità, ma quasi sempre il passaggio è ostruito dalle soste selvagge. Dentro la piazza, nessuna segnalazione che indichi dove sono le terme romane. Solo alla fine di una stradina secondaria, tra motorini posteggiati ed abiti stesi, si arriva ai cancelli: uno è protetto da un portellone d'acciaio mentre dall'altro si riesce appena ad intravedere quello che c'è all'interno. Chiusi anche gli ingressi di piazza San Cristoforo e di via Garibaldi dell'ex manifattura tabacchi. Anche qui niente cartelli, niente orari e niente informazioni: solo un vecchio telone che pubblicizza l'ultima mostra ospitata nell'edificio nel 2009. Più grave ancora è la situazione di piazza Sant'Antonio dove uno scheletro di ferro e vetro protegge le vestigia romane che si intravedono appena: l'ingresso è «schiacciato» tra un'agenzia di scommesse e un patronato dove, al piano superiore, è nato Giovanni Pacini nel 1796 (almeno qui una targa marmorea c'è). «Manca una programmazione seria, non solo per promuovere il turismo, ma per rilanciare tutto territorio - sottolinea il consigliere circoscrizionale Valentina Riolo - senza nemmeno una segnaletica adeguata si passa accanto ai monumenti osservandoli soltanto di sfuggita. Eppure in quartieri come l'Antico Corso, gli Angeli Custodi, S. Cristoforo e dintorni si nascondono piccoli gioielli artistici che varrebbe la pena recuperare». 21122011
SICILIA - Questa è la città dei monumenti perduti i turisti arrivano ai cancelli e vanno via
A Catania, molti monumenti storici e culturali sono chiusi al pubblico, incluso il Pozzo di Gammazita, le Terme della Rotonda, il cortile di San Pantaleo e le terme dell'Indirizzo. Alcuni di questi siti sono stati danneggiati dai vandali e altri sono stati chiusi per motivi di sicurezza. La situazione è particolarmente grave per i monumenti archeologici, che sono stati trascurati e non hanno più una programmazione di visitazione. I turisti sono spesso informati con internet e si fidano delle mappe e delle guide, ma quando arrivano davanti ai cancelli chiusi, cercano un cartello che indichi almeno un orario di apertura o un numero di telefono a cui rivolgersi e non lo trovano.
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