La Galleria nazionale di arte moderna riapre oggi al pubblico dopo tre mesi di lavori: il percorso espositivo, completamente rinnovato, è fatto soprattutto di suggestioni e risonanze tra opere anche distanti nel tempo ROMA. La Galleria nazionale d'arte moderna di Roma riapre oggi al pubblico, dopo tre mesi di 1 lavori, con un percorso espositivo completamente rinnovato e con mostre e iniziative di grande qualità, per festeggiare il centenario della costruzione della sede del museo, eretta a Valle Giulia in occasione dell'Esposizione Internazionale del 1911. Un primo segnale di novità si coglie già all'esterno dell'edificio, dove è stata sistemata la grande scultura circolare di Mauro Staccioli, di recente acquisizione, la cui forma essenziale fa venire in mente la forza emblematica della O di Giotto. E all'interno del museo il nuovo ordinamento delle collezioni della Galleria appare dettato proprio dalla volontà di semplificare il percorso espositivo, ma anche di scardinare la tradizionale separazione tra l'arte contemporanea e gli artisti del passato. Questo secondo aspetto è evidente nella Sala delle Colonne, il cui allestimento è stato affidato all'artista Alfredo Pirri, che ha creato una vasta superficie specchiante calpestabile sulla quale ha disposto alcune sculture del museo. «Immagino racconta lo spettatore al centro di una narrazione spezzata che annulla ogni consolazione. Quest'opera è distante dall'idea che l'arte sia specchio del mondo. Al contrario ne celebra la bellezza insieme alla sua caducità, la gloria insieme al suo fallimento». Da qui si passa nel salone centrale, che riunisce sotto il titolo «Scusi ma è arte questa?» una serie di opere di Duchamp, Vedova, Fontana, Burri e Manzoni, che nel tempo hanno creato scandalo e che qui hanno la funzione di anticipare alcuni interrogativi ricorrenti tra i visitatori. I due corridoi laterali rispetto a questo nucleo centrale accolgono invece ritratti di artisti e letterati italiani. Dopo questa parte introduttiva, le altre sale sono divise in tre grandi nuclei cronologici e tematici che si intitolano: Il mito, la storia e la realtà 1800-1885, Verso la modernità 1886-1925 e Un altro tempo, un altro spazio 1926-2000 (con una nuova guida della Galleria pubblicata da Electa). «Per celebrare i 100 anni a Valle Giuliaspiega la soprintendente Maria Vittoria Marini Clarelli, ideatrice del nuovo progetto abbiamo ripensato il museo tenendo conto dei risultati delle indagini svolte dall'Osservatorio sul pubblico, da cui emergeva la difficoltà dei visitatori a orientarsi. Abbiamo perciò voluto intervenire soprattutto su questo aspetto organizzando il percorso in tre grandi settori cronologici e tematici, oltre a un gruppo di sale monografiche dedicate a Balla, De Chirico, Guttuso, Manzù, Pascali». In linea con le scelte dei principali musei internazionali di arte contemporanea anche la Gnam si orienta dunque verso un percorso che, senza rinunciare, giustamente, a un impianto cronologico, introduce però un elemento più emozionale, fatto di suggestioni, corrispondenze e risonanze tra opere talvolta anche distanti nel tempo. «Rispetto ai precedenti allestimenti chiarisce poi l'architetto Federico Lardera abbiamo abolito l'effetto quadreria e abbiamo puntato sulla orizzontalità, ottenuta "spegnendo" il monumento mediante un intervento di pittura sulla boiserie delle sale. L'attuale colore delle pareti nasce invece dalle opere esposte, simulato prima al computer per studiare la tonalità migliore sala per sala. Sono tinte vellutate che cambiano a seconda della luce». C'è poi un quarto settore del museo riservato alle mostre temporanee che attualmente ospita due magnifiche esposizioni, una realizzata in collaborazione con l'Istituto Nazionale per la Grafica dal titolo Arte in Italia dopo la fotografia 1850-2000, a cura di Maria Antonella Fusco e Maria Vittoria Marini Clarelli, l'altra è una grande personale di Gianfranco Baruchello curata da Achille Bonito Oliva. A queste si aggiungono altre due mostre-evento legate alle celebrazioni dell'Arte Povera e della Transavanguardia in corso in numerosi musei d'Italia. La mostra Arte Povera alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna è curata dalla Clarelli con Massimo Mininni. Per quanto riguarda la Transavanguardia oggi si terrà alle ore 17 la giornata di studio dal titolo La Transavanguardia italiana, con la Clarelli, Giacomo Marramao, Bonito Oliva, Andrea Cortellessa, Stefano Chiodi e Massimiliano Fuksas. E non è finita qui. Da gennaio infatti anche i depositi della Galleria saranno resi visitabili su prenotazione.
La Gnam rinasce a cento anni
La Galleria nazionale di arte moderna di Roma riapre al pubblico dopo tre mesi di lavori. Il percorso espositivo è stato completamente rinnovato e include mostre e iniziative di grande qualità. Il museo celebra il centenario della sua costruzione con un nuovo ordinamento delle collezioni. Il percorso espositivo è diviso in tre grandi settori cronologici e tematici, oltre a sale monografiche dedicate a artisti come Balla, De Chirico e Guttuso. L'allestimento è stato affidato all'artista Alfredo Pirri, che ha creato una vasta superficie specchiante calpestabile nella Sala delle Colonne. Il salone centrale riunisce opere di artisti come Duchamp, Vedova e Fontana.
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