Il sindaco Bobbio: «Mancano le risorse per la gestione» 19 milioni Investimento. Risorse impegnate per ristrutturare la residenza borbonica 4 milioni Il costo. Il budget annuo di cui dovrebbe disporre il Comune per gestire e avviare attività Cancelli chiusi per la Reggia di Quisisana di Castellammare di Stabia (Napoli), l'antica residenza borbonica del quartiere collinare cittadino. Il progetto di restauro della maestosa dimora dei regnanti d'origine spagnola, dismessa negli anni 5o e ridotta a un rudere, si è concluso circa 2 anni fa. Ma ad oggi, dopo un susseguirsi di accordi, protocolli d'intesa, documenti e delibere, le attività previste nel Palazzo, e cioè la realizzazione di un polo museale e di una scuola di restauro, ancora non decollano e la struttura rischia di divenire l'ennesima cattedrale nel deserto. La mancata apertura è determinata dalla insostenibilità dei costi di gestione e di manutenzione, stimati in 1,5 milioni l'anno a cui se ne aggiungerebbero altri 2,5 per lo star-up delle iniziative. Troppo, per il comune guidato dalla giunta di centro destra di Luigi Bobbio, che punta invece su soluzioni che possano consentire di mettere a reddito il bene o, almeno, ridurne le spese. «La Reggia di Quisisana - spiega il primo cittadino - ha costi altissimi e che, soprattutto, non alimentano alcun processo economico capace di produrre valore. In pratica, si spendono tanti soldi soltanto per assicurarne lo status quo. E ciò, in tempi di vacche magre per gli enti locali, è un vero crimine. Stiamo studiando alternative per favorire anche l'ingresso dei privati, pur preservando la vocazione storico-culturale dei luoghi e la destinazione d'uso concordata con il ministero». Non tutti la pensano così. «Siamo molto preoccupati per il destino della Reggia - denuncia Giampaolo Valitutti, presidente dell'associazione Idea Città ed ex- assessore comunale alla cultura - I fondi pubblici spesi per il restauro del palazzo sono vincolati alla destinazione d'uso prevista e temiamo che l'amministrazione di Bobbio non rispetti gli accordi presi con governo, regione e provincia. Al contrario, svendere il sito al migliore offerente rappresenterebbe la fine della speranza di salvaguardare le radici storiche cittadine. Del resto, i recenti crolli di Pompei dicono quanto sia urgente aprire una scuola di restauro nel territorio gestito dalla Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei, con un patrimonio inestimabile e priva di musei». Il restauro è durato circa otto anni ed è costato 19 milioni, erogati sulla base di un accordo di programma quadro del 1999 tra regione Campania e ministero dei beni culturali. Il progetto stabiliva che la struttura avrebbe ospitato un corso di laurea quinquennale in restauro attivato dall'università "Suor Orsola Benincasa" di Napoli. Nel piano intermedio, invece, è previsto l'allestimento del Museo archeologico di Stabia con il trasferimento e l'allestimento dell'intera collezione archeologica cittadina. Si tratta di un patrimonio di 8.000 reperti custoditi dal 97 nell'Antiquarium statale stabiano, chiuso, però, da io anni. Da circa un anno e mezzo, invece, il sito accoglie sporadiche iniziative e progetti culturali, come i festeggiamenti ufficiali per il 15o anno dell'Unità d'Italia, manifestazioni commerciali, come la fiera per gli sposi «Tra Sogni e Realtà 2011». E, per finire, persino spettacoli come «Miss Vesuvio 2010».
Nella Reggia di Castellammare miss Vesuvio invece del museo
Il Comune di Castellammare di Stabia, guidato dalla giunta di centro destra di Luigi Bobbio, ha deciso di non aprire la Reggia di Quisisana, un palazzo borbonico del XVIII secolo, a causa della mancanza di risorse per la sua gestione. Il palazzo, che ha costi altissimi, non alimenta alcun processo economico capace di produrre valore. Il Comune sta studiando alternative per favorire l'ingresso dei privati, pur preservando la vocazione storico-culturale dei luoghi. L'associazione Idea Città denuncia che l'amministrazione non rispetta gli accordi presi con governo, regione e provincia. Il restauro del palazzo è stato completato circa 2 anni fa e ha costato 19 milioni di euro.
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