Lapsus del presidente Cesaro, poi rettifica sulla sorte della collezione In Italia nel campo delle politiche culturali la realtà supera sempre più spesso la fantasia. E' di ieri l'annuncio del presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, che la collezione d'arte della Provincia di Napoli verrà ospitata nella Reggia di Caserta: e invece scusate, si tratta di quella di Portici, come si apprende anche da una rettifica trasmessa ieri sera a mezzo agenzia di stampa. Nel sito della Provincia di Napoli però fino a sera si continua ad affermare - con tanto di foto a corredo - che la collezione andrà alla Reggia di Caserta. Ma in verità già dal primo pomeriggio di ieri da fonti autorevoli avevamo appreso che in realtà si trattava di un errore. Risulta essere da tempo in progetto lo spostamento a Portici della Collezione della Provincia. Non sappiamo se il lapsus sia il frutto del lavoro dell'ufficio stampa della Provincia o del suo presidente. Il quale presidente, comunque, ha ieri annunciato di voler attuare una delibera del consiglio comunale di Napoli del 1870 in cui si stabiliva che la Collezione della Provincia dovesse essere esposta in una sede permanente. Decisione lodevole, attesa da ben 140 anni: tanto di quel tempo da essere stata dimenticata (per una storia documentata della Collezione e una discussione critica di alcune delle sue opere più significative, si vedano il saggio di Luisa Martorelli e le schede di Gino D'Alessio nel catalogo della mostra «La Collezione d'Arte della Provincia di Napoli» del 2001, tenutasi nel 2011 a Villa Pignatelli). Purtroppo, però, sono fondati i timori che per il momento l'intenzione manifestata dal presidente Cesaro debba essere archiviata nel novero delle politiche degli annunci. La Reggia di Portici, che al pari di altri siti reali borbonici resta la figlia di un dio minore della tutela e della valorizzazione, ha ancora molti ambienti occupati a vario titolo da persone ed enti che da tempo devono andare altrove; da più parti si dubita che costoro possano lasciar liberi in tempi brevi gli spazi da destinare alla Collezione, che peraltro è meritoriamente tutta consultabile in fotografia nel sito della Provincia di Napoli. C'è comunque da sperare che lo scetticismo ispirato dalle notizie sin qui commentate sia mal riposto. Nel bene e nel male - sia per i molti capolavori di pittura e scultura dell'Ottocento e dei primi del Novecento, sia per le opere del XX secolo su cui è meglio evitare una discussione - la Collezione della Provincia di Napoli è uno spaccato significativo della vita artistica di Napoli dall'Unità d'Italia a tutto il secolo scorso. Tra Otto e Novecento la Provincia di Napoli operò una politica energica e per lo più oculata di acquisti che giunse a far conseguire le oltre quattrocento opere accumulate a tutto il 1903. A questa attività, in sé meritoria e capace di assicurare opere importanti alla mano pubblica, Benedetto Croce imputava dalle pagine di «Napoli Nobilissima» l'assenza di una programmazione volta a trovare una sede alla raccolta. Le osservazioni di Croce non erano pura accademia: una ricerca coordinata da Angela Schiattarella sull'arte rubata a Napoli, pubblicata nel 1999, documenta il furto e la dispersione di ben duecento opere della Collezione della Provincia. Ecco perché - a Portici o altrove - essa va tutelata ed esposta al più presto.
Pinacoteca nella Reggia di Caserta. Anzi, a Portici
Il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, ha annunciato che la collezione d'arte della Provincia verrà ospitata nella Reggia di Caserta. Tuttavia, una rettifica successiva ha confermato che la collezione verrà effettivamente ospitata nella Reggia di Portici. La collezione è stata accumulata dalla Provincia di Napoli tra Otto e Novecento e comprende oltre 400 opere d'arte. Il presidente Cesaro ha anche annunciato di voler attuare una delibera del consiglio comunale di Napoli del 1870, che stabiliva che la Collezione della Provincia dovesse essere esposta in una sede permanente. La Reggia di Portici è stata scelta come sede per la collezione, ma si dubita che gli spazi possano essere liberati in tempi brevi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo