Bolzano scippata. L'opera dell'hotel Alpi venduta da Christie's. Il sindaco: un diritto dei privati Il critico Daverio: vi siete lasciati sfuggire un patrimonio BOLZANO «Serve a poco piangere adesso. Bisognava accorgersene prima. E se la Sovrintendenza delle Belle arti, il ministero dei Beni culturali e altre istituzioni pubbliche locali erano a conoscenza della vendita, sarebbero dovuto intervenire. Assolutamente intervenire. Anche se la responsabilità vincolatoria appartiene poi solo alla Sovrintendenza». Philippe Daverio, critico d'arte e divulgatore di alta scuola, allarga le braccia. E' scosso anche lui. Ma affronta con distacco la vicenda della vendita all'asta da Christie's della colonna di Lucio Fontana esposta fino a qualche mese fa nella hall dell'hotel Alpi. «Sa confida magari qualcuno sapeva ma non ha ritenuto di far nulla. Sottovalutando l'opera o semplicemente non ritenendola degna di rimanere a Bolzano. Tutto qui». La colonna dell'hotel Alpi, commissionata all'artista dalla proprietà dello stesso albergo ha «fatto compagnia» a clienti ed estimatori per trent'anni. E nessuno si è accorto quando, nei mesi passati, i tecnici di Christie's hanno valutato e studiato l'opera di notte, e non solo per discrezione. L'intervento di una restauratrice veneziana esperta di Fontana ha fatto il resto. E ora, secondo Daverio, Bolzano è davvero più povera? «Beh, era "carino" per la vostra regione e per il capoluogo altoatesino avere una testimonianza della partecipazione di Fontana alla modernità. Se fossi stato il sovrintendente e fossi stato informato prosegue il critico sarei intervenuto per non farmela sfuggire». La colonna di cui parliamo è del 1957. In quegli anni le opere di Fontana avevano acquirenti? «Fontana era già noto, anche per i famosi tagli alle tele, ad esempio. Noto ma, attenzione, non caro risponde Daverio erano comunque in pochi a comprare i suoi quadri e di queste colonne ne ha fatte tante. Molti luoghi, come il cinema Arlecchino di Milano, hanno ospitato sue opere. Comprese una serie di caminetti, perfino». L'acquirente della colonna bolzanina ha fatto un affare, acquistandola all'asta a 640 mila euro? Daverio non ha un attimo di esitazione: «Quando si compra arte, si fa sempre un affare, nonostante la crisi. E Fontana è uno dei maggiori artisti del ventesimo secolo. A livello mondiale. Dunque, una quotazione corretta, quella battuta per la sua colonna». E poi: «Non esiste una bolla per vendita ed acquisto di opere d'arte. La bolla del mercato dell'arte è una "bollicina": basta trovare un cliente nuovo e il gioco è fatto». Daverio possiede opere di Fontana? «Sì, una serie di disegni. Sono incorniciati ed esposti sulle pareti di casa mia». Fin qui il popolare e autorevole critico d'arte. Ma la Bolzano istituzionale come reagisce? il sindaco Luigi Spagnolli è molto rammaricato: «Che dire? Se nessuno ne sa nulla, è difficile intervenire per tempo. In ogni caso, il privato proprietario aveva il diritto di farne ciò che riteneva opportuno. Peccato». Tira le fila Christian Tommasini, assessore provinciale alla cultura italiana: «Lucio Fontana è anche per me un artista straordinario, uno dei maggiori del Novecento. E anche se quella custodita all'hotel Alpi non è fra le sue opere più conosciute, dispiace sapere che l'opera ha lasciato la sua collocazione originaria a Bolzano». Un dispiacere amplificato da alcuni «rumors» secondo i quali davvero qualcuno sapeva e poteva valutare la vicenda, anche semmai rinunciando ad un intervento di «salvataggio». Ma, invece, purtroppo ha lasciato cadere la cosa. Facendo, non solo metaforicamente, spallucce.
Bolzano. Fontana all'asta, che errore
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Il critico d'arte Philippe Daverio è scosso dalla vendita all'asta da Christie's della colonna di Lucio Fontana esposta all'hotel Alpi a Bolzano. La colonna, commissionata all'artista dalla proprietà dello stesso albergo, è stata venduta per 640 mila euro. Daverio sostiene che la Sovrintendenza delle Belle arti, il ministero dei Beni culturali e altre istituzioni pubbliche locali avrebbero dovuto intervenire per non far sfuggire un patrimonio culturale. Il sindaco di Bolzano, Luigi Spagnolli, è rammaricato, ma riconosce che il privato proprietario aveva il diritto di farne ciò che riteneva opportuno.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo