Nel mirino le concessioni su chiese e per il Forum Smontati i pannelli su San Ferdinando NAPOLI Venti giorni dopo la richiesta avanzata dalla soprintendenza per i Beni architettonici, e quindi ieri mattina, sono stati rimossi i manifesti pubblicitari che tappezzavano il cantiere della chiesa di San Ferdinando nella centralissima piazza Trieste e Trento. Una questione ingarbugliata, quella dei «cantieri pubblicitari bluff», che oggi fa discutere, ma evidenziata per la prima volta già da troppo tempo dal comitato civico Santa Maria di Portosalvo presieduto da Antonio Pariante. Ma andiamo con ordine. A monte c'è un'idea semplice ed efficace: finanziare i lavori di restauro dei monumenti con le concessioni sulle impalcature, spazi pubblicitari in cambio del restauro. Tutto lineare, se non fosse che in alcuni casi clamorosi i lavori non sono mai stati terminati, mentre le pubblicità continuano ad alternarsi garantendo introiti cospicui. «Da ieri la chiesa di San Ferdinando è stata liberata ha sottolineato lo stesso Pariante tuttavia la nostra battaglia per restituire giustizia alle chiese napoletane non può fermarsi qui. Abbiamo già messo in allerta tutte le istituzioni competenti e non escludiamo di sollecitare il ministero per i Beni culturali affinché predispongano un'ispezione che possa fare chiarezza a 360 gradi». La vicenda infatti non si esaurisce qui. La stessa società che ha ottenuto la pubblicità sulla chiesa di San Ferdinando, l'ha avuta anche su quella di Portosalvo e non solo: con un cambio di ragione sociale, ha ottenuto anche i «totem» informativi apparsi in tutta la città ad esempio a via Chiaia davanti al cinema Metropolitan della Fondazione Forum delle Culture 2013. E proprio per la necessità di fare chiarezza a cominciare dalla chiesa di Santa Maria di Portosalvo recentemente oggetto di interventi finanziari anche governativi oltre al comitato civico si è attivata anche la Seconda Municipalità col consigliere Pino De Stasio e il presidente Francesco Chirico a stimolare l'intervento dell'assessorato al Bilancio. E il «nuovo» Comune, che ha dato ordine di smontare le pubblicità, ha avviato un'inchiesta interna. «Le nostre perplessità riguardano soprattutto lo stop dei lavori dice De Stasio poi verificato anche dalla polizia municipale. Inoltre si attende, come segnalato dall'assessore, che tutte le autorizzazioni siano verificate compiutamente. Speriamo che questa esperienza faccia riflettere l'amministrazione comunale anche per future sponsorizzazioni, soprattutto quando si concede ad un privato un introito pubblicitario». Il privato in questione è l'ex Impredcost, ora Grandi Progetti, che firmò l'accordo per l'esecuzione del restauro nel 2oog. Intanto, dall'assessorato al Bilancio del Comune di Napoli fanno sapere di aver segnalato il tutto alle autorità competenti. Nel caso specifico, il nucleo della polizia amministrativa della polizia municipale e l'assessorato allo Sviluppo, per verificare eventuali danni erariali.
Napoli. Restauri pubblicitari, il Comune indaga sul danno erariale
Il Comune di Napoli ha rimesso i manifesti pubblicitari che tappezzavano il cantiere della chiesa di San Ferdinando nella piazza Trieste e Trento. La vicenda era stata segnalata dal comitato civico Santa Maria di Portosalvo e dall'assessorato al Bilancio. La società Grandi Progetti, che aveva ottenuto la pubblicità, aveva anche ottenuto pubblicità per altre chiese e monumenti della città. La polizia municipale ha verificato che i lavori non siano stati terminati e che le autorizzazioni siano state verificate compiutamente. Il Comune ha segnalato il tutto alle autorità competenti. La vicenda è stata considerata clamorosa e ha sollevato questioni sulla gestione dei cantieri pubblicitari.
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