Via libera di Camera e Senato al tris di Baratta alla presidenza della Biennale. Sì dal Parlamento, mentre Müller si allontana. La stessa Commissione Cultura che aveva bocciato poche settimane fa la nomina a presidente della Biennale di Giulio Malgara, ha ieri ha approvato all'unanimità quella di Paolo Baratta, proposta dal nuovo ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi. Hanno votato a favore anche la Lega e il Pdl, che pure avevano sostenuto Malgara e solo l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro non ha partecipato al voto. Stesso copione alla Commissione Cultura del Senato, con un altro voto unanime. «Ho votato Baratta - sottolinea il parlamentare della Camera del Gruppo Misto Giuseppe Giulietti - perche anche la qualità e i numeri sono dalla sua parte. Qualità e numeri sono anche dalla parte del direttore della Mostra del Cinema di Venezia, Marco Müller, che ci auguriamo possa essere anche lui presto riconfermato». Ma invece, come riferiamo più avanti, la riconferma di Müller sembra ormai impossibile. Soddisfatto anche il parlamentare del Pd Andrea Martella: «Con il parere favorevole di Camera a Senato alla nomina di Baratta si è posto fine a una brutta situazione che si era determinata per la Biennale, che ora potrà riprendere sotto la guida del suo presidente, il suo cammino di crescita». Sulla stessa linea anche Vincenzo Vita, senatore del Partito Democratico della Commissione Cultura: «Apprezziamo la scelta di Baratta, che abbiamo sostenuto anche sulla base di un largo consenso da parte dell'opinione pubblica. Si è evitato con questa nomina che l'ente andasse verso la paralisi. Un banchiere per il ministro - A questo punto il ministro potrebbe ratificare fin da oggi la nomina di Baratta e indicare il nome del consigliere di amministrazione scelto direttamente da lui. Ornaghi l'ha già individuato, ma aspettava appunto il perfezionamento delle procedure per indicarlo: ma non sarà più il suo capo di gabinetto Salvo Nastasi, come aveva indicato Galan. Si tratta invece di un banchiere di estrazione cattolica (vicino al centrodestra) dello stesso habitat milanese del ministro. A questo punto, il nuovo Consiglio di amministrazione della Biennale potrebbe essere insediato già entro l'anno, visto che gli altri tre membri sono già nominati di diritto: il sindaco di Venezia e vicepresidente della Fondazione Giorgio Orsoni, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e quello della Provincia Francesca Zaccariotto, tutti determinati a essere presenti senza delegare ad altri l'incarico. Si profila, comunque, nel nuovo Consiglio, una maggioranza di centrodestra, anche se con condizioni assai diversa rispetto a quelle che si sarebbero determinate con la presidenza Malgara. Müller verso la Russia - Non ci sono invece di fatto più possibilità che Marco Müller venga riconfermato alla guida della Mostra del Cinema e la Biennale gli avrebbe già comunicato di lasciare entro il mese la residenza lagunare. Fallito in extremis - a quanto sembra - un tentativo ministeriale per indurre Baratta e Müller a mettere una pietra sopra sui dissidi dell'ultimo anno e a proseguire insieme. Müller potrebbe allora accontentarsi della Venezia dell'Est: San Pietroburgo, visto che gli sarebbe stato proposto di assumere la guida della vetrina cinematografica internazionale in cantiere nella città russa. Secondo fonti vicine allo stesso direttore della mostra veneziana e al fondo per il cinema russo, Müller si sarebbe impegnato a formulare per iscritto un progetto entro il mese di gennaio, proponendo in ogni caso il mese di ottobre per la kermesse pietroburghese. E mentre per sostituirlo a Venezia, Baratta starebbe guardando anche all'estero, per la direzione della Mostra di Arti Visive spunta un nome nuovo: quello del curatore anglonigeriano Okwui Enzewor, già direttore di Documenta a Kassel. Palacinema senza colpevoli - Oltre al "buco" del Palacinema del Lido, ce n'è anche uno relativo alle responsabilità di come si è arrivati alla situazione attuale e di come sono stati spesi - per molti sprecati - i circa 40 milioni di euro finora impegnati nel cantiere. Il Ministero dei Beni Culturali si dichiara infatti incompetente ad accertarlo, per le responsabilità multiple - dalla Presidenza del Consiglio, al Ministero dell'Ambiente, agli enti territoriali - nella vicenda. Lo ha detto ieri nella Commissione Cultura della Camera il sottosegretario ai Beni Culturali Roberto Cecchi, rispondendo a un'interrogazione presentata dal parlamentare Giuseppe Giulietti. Nessuno sa esattamente come siano stati spesi quei soldi e perché i carotaggi iniziali non abbiano riscontrato subito la presenza di amianto nel sottosuolo, già in strati superficiali.
Müller lascia la Mostra del Cinema
Il presidente della Biennale è Paolo Baratta. Il presidente della Mostra del Cinema di Venezia è Marco Müller. Il ministro dei Beni Culturali è Lorenzo Ornaghi. Il direttore della Mostra di Arti Visive è Paolo Baratta. Il direttore della Mostra di Documenta a Kassel è Okwui Enzewor. Il sindaco di Venezia è Francesco Zaccariotto. La Fondazione Giorgio Orsoni è una fondazione. La Regione Veneto è una regione. La Provincia di Venezia è una provincia. La Commissione Cultura è una commissione. Il Palacinema è un cinema. L'ambiente è un settore. L'Italia dei Valori è un partito. La Lega è un partito. Il Pdl è un partito. Il Pd è un partito. La Camera è un'assemblea.
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