ROMA - Camera e Senato approvano all'unanimità la riconferma di Paolo Baratta alla presidenza della Biennale. Il voto favorevole dei due rami del Parlamento, dato per scontato dopo l'indicazione del ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, si è avuto ieri. L'ok della commissione Cultura della Camera è stato dato da tutti i presenti. Ma non ha partecipato ai lavori l'Idv. «Non ho niente contro la professionalità di Baratta», ha spiegato Pierfelice Zazzera, il rappresentante di quel partito, «ma ho deciso di non votare in segno di protesta contro un sistema che penalizza i giovani per premiare gli inamovibile». Applausi alla riconferma di Baratta vengono invece dal sottosegretario Roberto Cecchi, che ieri al Senato rappresentava Ornaghi. «Siamo molto soddisfatti», ha detto, «Baratta è riuscito a dare un segnale importante in tema di cultura anche peri risultati raggiunti dal punto di vista numerico». Soddisfazione viene espressa poi dai senatori del Pd Antonio Rusconi e Vincenzo Vita. E da Giuseppe Giulietti portavoce di Articolo 21, che dice: «Sono anche dalla parte del direttore della Mostra Marco Müller, mi auguro che venga riconfermato anche lui». La riconferma di Baratta è stata tormentata. L'ex ministro Galan, prima della caduta del governo Berlusconi, gli aveva preferito Giulio Malgara, già presidente Auditel. La rivolta compatta del mondo della cultura e una raccolta di firme a favore del presidente uscente avevano poi convinto Malgara a ritirarsi. L'arrivo del nuovo governo e del ministro Ornaghi hanno quindi restituito a Baratta il suo posto. Tra gli appuntamenti più urgenti del presidente della Biennale, che sarà operativo dopo le feste, ci sono la nomina del direttore della Mostra e l'annoso problema del nuovo Palazzo del Cinema al Lido.