È REALISTICO il ministro-professore Lorenzo Ornaghi, terzo responsabile del dicastero dei Beni culturali nel giro di un anno, in visitaa Pompei. Appena terminata la riunione ai piedi di un Vesuvio "incappucciato" per l' occasione, ha dettatoi tempi dell' operazione "Salva Pompei" e ha rimesso tutti coi piedi per terra. «I lavori di restauro del piano da 105 milioni partiranno dopo l' estate» precisa il ministro. Serve più tempo di quanto annunciato dal commissario Ue per le politiche regionali Johannes Hahn, nel sopralluogo effettuato il 7 novembre scorso. «In primavera - gli fa eco il neosegretario generale Antonia Pasqua Recchia - potranno essere avviati quegli interventi che non richiedono bandi europei». I lavori non potranno cominciare che tra settembre e ottobre 2012, mentre i fondi europei saranno accreditati verso il 20 febbraio. Lorenzo Ornaghi ha scelto la capitale dell' archeologia nazionale per dare un' impronta alla sua azione di ministro tecnico. Alle dieci di ieri mattina ha voluto nell' Auditorium degli scavi una riunione tecnica con il segretario generale Antonia Pasqua Recchia, il direttore per le antichità Luigi Malnati, il direttore per la Campania Gregorio Angelini, la soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro e il presidente del Consiglio superiore Andrea Carandini. «Sono venuto qui per testimoniare la vicinanza del ministero a chi lavora quotidianamente a Pompei». Ma non è andato a vederei crolli. «Non mi ci hanno...», si interrompe, per aggiungere: «Pompei è una priorità, certo, ma lo è sempre stata. Come in tutte le realtà complesse, ci sono alcune zone tenute bene, mentre in altre c' è un problema di manutenzione che deve rientrare nella normalità». A fare da guida al ministro è stato il direttore degli Scavi, Antonio Varone, l' unico archeologo che lavora attualmente a Pompei. Da gennaio arriveranno 20 tecnici a rafforzare l' organico, 8 sono archeologi. Al termine delle riunione, la delegazione è entrata nella città antica: il tempio di Venere, poi la Basilica, una sosta nel Foro. Qui Ornaghi si è appassionato alla descrizione della vita politica dell' antica colonia romana. «Mi interessa l' aspetto istituzionale» ha confidato l' ex rettore della Cattolica. Ha imboccato via dell' Abbondanza, e si è fermato nelle Terme stabiane appena rimesse a nuovo. Andrea Carandini ha fatto qualche foto col telefono cellulare. Pompei si salverà? «Non dico gatto fin quando non ce l' ho nel sacco» ha chiosato uno dei massimi archeologici italiani. Il tempo di affacciarsi nel teatro piccolo, e dopo un' ora Ornaghi ha guadagnato l' uscita. «Mi interessava fare una riunione sostanziale e testimoniare la mia vicinanza», ha spiegato. Poi ha ribadito che «il rapporto con i privati è il tema importante per il Paese nei prossimi decenni e si accompagna all' iniziativa dell' Unesco». All' esterno un presidio: archeologi e associazioni hanno lanciato un appello per evitare la sospensione degli scavi a Longola, dove è affiorato un insediamento abitativo preistorico del II millennio avanti Cristo. «Lunedì sono a Mosca - ricorda il ministro - per l' inaugurazione di un grande presepe della tradizione del Settecento napoletano». Ma gli scavi vesuviani rischiano di restare chiusi a Natale e Capodanno. È andato a vuoto l' incontro tra i vertici del Mibac e il segretario della Cisl-Beni culturali Claudio Calcara. I fondi per pagare i custodi nelle giornate festive al momento non ci sono.