«Sembrerebbe una battaglia contro i mulini a vento, ma sento il dovere morale di condurla. Chiedo un dibattito pubblico e il blocco dell'iter che rischia di mandare in appalto lavori dannosi per la salvaguardia del monumento». Così l'architetto Aldo Di Primo, docente di Storia dell'Arte e assessore al Comune di Adrano fino a qualche mese, interviene sul "Progetto di completamento funzionale ed allestimento museale del Museo di Adrano». Lavori per circa tre milioni e mezzo di euro per il completamento dell'allestimento del museo (che è allocato nel castello normanno), l'abbattimento delle barriere architettoniche con un ascensore per tutti e cinque i piani del maniero, il ripristino di un nuovo piano e la realizzazione di impianti tecnologici. Interventi che vengono ora contestati dall'arch. Di Primo con una lettera aperta inviata alla Sovrintendenza, all'amministrazione comunale e alle varie associazioni per lanciare il suo «grido d'allarme in difesa del castello Normanno. L'architetto critica soprattutto la continuazione del percorso dell'ascensore che in atto raggiunge solo il primo piano. «La paventata ipotesi di un ascensore fino al terrazzo - scrive per l'appunto Di Primo - desta maggiore apprensione. Il nostro punto di vista è che l'organismo architettonico vada rispettato nella sua integrità storica, estetica e strutturale, tenendo presente che il Castello di Adrano è, prima di essere un contenitore museale, il museo di se stesso». Rivolto anche un invito al Comune (che è l'ente proprietario del castello) per «assumere un compito di supervisione sul progetto, anche con la costituzione di un comitato di saggi, che possa esprimere pareri vincolanti sull'intervento». L'architetto Di Primo chiude la sua missiva così «è forse giunto il momento di destinare le risorse della comunità europea per la costruzione di un nuovo edificio museale». SALVO SIDOTI 20122011