Castelvetrano. «E' inconcepibile che per 10 anni non siano stati trovati i pochi fondi utili a togliere la gabbia in ferro che cingeva il "tempio C". Selinunte per noi è uno dei parchi di eccellenza che potrà avere potenzialità eccezionali in base alla ipotesi di ricostruzione, anche parziale e con fondi privati, del tempio G». L'assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Missineo, ieri al parco archeologico di Selinunte per celebrare la rinascita del "tempio C" non ha usato mezzi termini per criticare chi lo ha preceduto e ha anticipato che tra il 27 e il 30 dicembre prossimi potrebbero essere aggiudicati gli appalti relativi all'assegnazione dei servizi da realizzare nelle aree archeologiche siciliane. «Il tempio C - ha detto Caterina Greco, direttrice del parco archeologico di Selinunte - oltre al fisiologico degrado dovuto principalmente all'esposizione agli agenti atmosferici registrava il deterioramento delle armature metalliche poste al loro interno. Quelle inserite nel capitello 13 sono irriversabilmente compromesse e per salvarlo si può applicare un tessuto in fibre di carbonio rivestito da un intonaco mimetico o ancorare l'abaco con una struttura metallica a ragno». L'attuale intervento di restauro sul tempio C è stato effettuato in somma urgenza ed è stato finanziato per 180 mila euro dalla Protezione civile regionale. Soddisfazione per il risultato raggiunto oltre che dal sindaco Gianni Pompeo è stata espressa da Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente Sicilia. Margherita Leggio 20122011
SICILIA - Castelvetrano. Gabbia di ferro del Tempio C
Il tempio C di Selinunte, un importante sito archeologico in Sicilia, era circondato da una gabbia in ferro per 10 anni senza che venissero trovati i fondi per toglierla. Il parco archeologico ha finalmente ottenuto i fondi per togliere la gabbia e ha iniziato il restauro del tempio. Il restauro è stato finanziato con 180.000 euro dalla Protezione civile regionale e ha comportato la rimozione della gabbia e il trattamento delle armature metalliche danneggiate. Il direttore del parco archeologico, Caterina Greco, ha spiegato che il trattamento delle armature metalliche può essere effettuato con un tessuto in fibre di carbonio o con una struttura metallica a ragno.
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