Arriva dopo 4 anni di vuoto: «Sono entusiasta, è un impegno serio» L'esperto in archeologia ha 59 anni e vive a Firenze. «Mi insedierò a tempo pieno all'inizio di gennaio» VOLTERRA. Entusiasta. Cosciente della complessità dell'impegno preso. Soprattutto consapevole che là dentro ci sono tesori di valore inestimabile, conosciuti in tutto il mondo, dalla celeberrima Ombra della Sera all'altrettanto famosa Urna degli Sposi. Lui è il 59enne fiorentino Orazio Paoletti, nuovo e quanto mai atteso direttore del museo Guarnacci di Volterra, che va a colmare un posto vuoto dal 2007. Da quel 21 settembre quando venne a mancare l'etruscologo Gabriele Cateni. «E' un impegno serio, è il mio primo incarico ufficiale da direttore», commenta a caldo l'esperto, fresco di nomina, dalla sua Impruneta dove vive. Un dottorato in archeologia alle spalle, attività varie all'interno dei musei toscani, tante pubblicazioni diffuse anche all'estero e una collaborazione stretta e costante con la Soprintendenza della Toscana portano Paoletti a Volterra. In quella città etrusca che da troppo tempo ha fatto a meno di una colonna portante all'interno del museo. La sua è un'eredità pesante: prima di lui, al timone della struttura fino a 4 anni fa c'era Gabriele Cateni, che da giovanissimo successe alla direzione del museo niente meno che allo studioso Enrico Fiumi, scopritore del teatro Romano. Dopo l'etruscologo, nel 2008 per qualche tempo fu l'attuale dirigente del settore cultura Alessandro Furiesi ad essere nominato direttore ad interim del Guarnacci. Poi più niente. Solo tanti appelli sonori rivolti all'amministrazione comunale per sensibilizzarla a nominare un nuovo direttore ad un contenitore di tesori in cerca di una rotta adeguata. Richiami sollevati nel corso di questi tre anni da parte di appassionati dell'arte e della cultura volterrana come gli Amici dei Musei e pure dalle opposizioni che a piu' riprese sollecitano un rilancio strutturale e una nuova sede per il Guarnacci. «Conosco il museo etrusco - continua il nuovo direttore - ho lavorato sul suo materiale per conto della Soprintendenza. Quando entrerà a regime sarà piu' in grado di valutare lo stato dell'arte, eventuali cambiamenti e progetti». Dal 2 gennaio Paoletti lavorerà al Guarnacci a tempi pieno. «Farà il pendolare», annuncia. La sua pubblicazione "Da Roma a Firenze. le vasche romane di Boboli e 50 anni di vicende romane" fa parte della biblioteca del Senato della Repubblica. Intanto, proprio in questi giorni, il museo è al centro di alcuni piccoli lavori. In corso la sostituzione di una vetrata al secondo piano e il ripristino di alcuni pavimenti a mosaico, danneggiati dal tappeto che li copriva.