PROF. ARCH. ROBERTO AURELI Oggi verrà scritta una delle pagine più nere nella storia della città. In consiglio si assisterà ad una sceneggiata con decisioni già prese, con l'allontanamento dalla sua storica e naturale sede di via Mazzini del palazzo Mensini, la biblioteca Civica. E a nulla saranno valsi gli appelli di quasi duemila cittadini che ostinatamente ed in maniera democratica, senza colorazioni politiche, chiedevano che la Chelliana rimanesse nella sua sede come lo è e lo sarà per il museo Civico, per il museo Archeologico, per il Duomo, per il palazzo della provincia, per il municipio, per l'archivio di Stato e come lo sarà per la nuova pinacoteca. Nessuno si sognerebbe di allontanare dal centro storico questi edifici ma per la Chelliana, premiata negli scorsi dal Touring Club, come tra le più antiche d'Italia, nessun quarto di nobiltà! Consiglieri pro-tempore delle sorti cittadine - tra i quali molti che mai hanno visto il progetto - si arrogheranno il diritto di mutilare ancora quella gracile storia culturale della nostra città! A Grosseto sotto gli occhi inermi della Soprintendenza e dell'intellighenzia culturale si porterà a termine uno scempio storico-culturale di inaudita portata. Neppure il nobile tentativo di Felicioni e Gori di fare chiarezza con la commissione cultura ha avuto successo. Anzi abbiamo dovuto ascoltare pareri da persone e giovani che mai avevano visto gli elaborati progettuali e che arzigogolavano ragionamenti confondendo le biblioteche civiche con le scolastiche - di cui peraltro la cittadella dello studente è servita -. In quella riunione il presidente Davitti non ha permesso che il progetto fosse visionato contribuendo così a generare confusione. Ed infatti gli interventi contrari andavano proprio a richiedere ciò che nel progetto è previsto - spazi di aggregazionMARTEe giovanile, sale bambini e ragazzi, postazioni internet libere, caffetteria, luoghi espositivi, spazi polivalenti con divani e poltrone, libri in scaffalature libere - nel totale superamento delle barriere architettoniche (con vani anche per ipovedenti). Le puerili scuse per giustificare il misfatto avanzate tempo fa sono cadute di fronte alla pubblicazione dei dati tecnici (i solai crollano, ci servono più metri quadrati) e nemmeno il confuso accordo di concedere all'università di Siena (per farci cosa?) il manufatto, può essere più accampato viste le condizioni critiche dell'ateneo Senese. In sintesi verrà votato un percorso che mai ha rispettato le procedure di Agenda 21 di trasparenza e partecipazione, ed un progetto che è conforme al Pit regionale, al R.U. comunale e che è in sintonia con quella centralità urbana invocata da tutto il mondo urbanistico nel segno del riuso del patrimonio architettonico e contrario al consumo di nuovo territorio. Soprattutto dopo che enormi cifre di danaro sono state spese nel palazzo Mensini per sottofondazioni, solai, magazzini dei libri e per gli impianti che giorno per giorno vanno a deteriorarsi e per i relativi progetti che hanno avuto i pareri favorevoli. In una situazione che dal 2008, visto l'inspiegabile blocco dei lavori, sta producendo un danno economico di centinaia di migliaia di euro.