Riecco la Gipsoteca percorso multimediale tra 130 preziosi calchi Il soprintendente Buonomo: dopo due anni restituito alla città un viaggio fra pezzi unici Per Isabella Lapi direttore dei Beni culturali è "una sfida vinta nel 150 dellUnità dItalia" Lodore della pittura fresca è forte, il via vai degli operai impegnati negli ultimi ritocchi è febbrile, arnesi e scale sono un po dappertutto ma per stasera quando alle 18 la gipsoteca del castello svevo di Bari verrà ufficialmente inaugurata tutto sarà pronto. E un gioiello di grande valore artistico-culturale verrà restituito alla città dopo due anni di chiusura, utilizzati per mettere a punto il nuovo allestimento. Centotrenta i calchi in esposizione, una raccolta straordinaria tratta dai più famosi monumenti pugliesi, arricchita da pezzi mai messi in mostra, oltre a un affascinante percorso multimediale. Tra i pezzi più pregevoli i capitelli della basilica di San Nicola, le formelle della porta bronzea della cattedrale di Trani, la testa di Eraclio di Barletta, frammenti di Castel del Monte e della cattedrale di Bari. In tempi di crisi nera, è legittima la soddisfazione di quanti, in uno "sforzo corale" come è stato sottolineato ieri sera in conferenza stampa, sono riusciti a centrare lobiettivo non solo di riaprire la gipsoteca, ma anche di ampliarla con laggiunta di una nuova sala alle due già esistenti. Di "sfida vinta" insieme ai suoi collaboratori fra i quali Marisa Milella e Francesco Longobardi, ha parlato Isabella Lapi, direttrice regionale dei Beni culturali, che a un anno dal suo insediamento vede realizzato il proposito di riaprire la gipsoteca entro il 2011, anno del 150 dellUnità dItalia. Allanniversario fa riferimento anche Salvatore Buonomo, soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici di Bari, che richiama la pubblicazione del presidente della Repubblica Napolitano Una e indivisibile proprio "come la nostra gipsoteca che offre un excursus di pezzi unici, oggi impossibili da riprodurre con quella capacità tecnica di cento anni fa quando i calchi vennero realizzati per lEsposizione regionale a Roma del 1911". Sullallestimento innovativo e multimediale studiato da Giuseppe Teseo, direttore dei lavori al castello svevo, mette laccento Nuccio Altieri, vicepresidente della Provincia, ente proprietario della collezione: «La gipsoteca - dice - costituirà motivo di attrazione non solo per i baresi, ma anche per i tanti turisti per i quali il castello svevo è un punto di riferimento». E se Annamaria Lorusso, direttrice del maniero, non nasconde la propria personale soddisfazione per la gipsoteca ritrovata, Fabrizio Vona ex soprintendente oggi al Polo museale di Napoli, rivendica con orgoglio il primo restauro di un calco negli anni '90 quando era direttore del Laboratorio. Oltre alla collezione dei calchi, si diceva della multimedialità. Nella sala sveva, attraverso la proiezione di video appositamente realizzati dallIstituto centrale per il catalogo, viene ricostruito il clima culturale dellesposizione di Roma del 1911; nella sala multimediale una sequenza di brani propone uno sguardo sullambientazione pugliese di quarantanni di cinema italiano. Nella cappella, infine, sino al 30 marzo sarà esposto il SantEffremo dipinto da Francesco Netti nel 1892, prestato dalla Provincia.