«MI fa piacere che il ministro Urbani e il sindaco Domenici riconoscano che la memoria del passato contenuta nel sottosuolo dell'area degli Uffizi è un elemento essenziale per determinare i progetti futuri. Ne sono contento, ma sia chiaro, le scelte possono essere quelle che si vuole. Tanto più che, per quanto riguarda la loggia Isozaki, questa investe il sottosuolo solo per qualche metro cubo, lì dove poggiano i pilastri e quindi non è un impedimento. Se poi chi governa il patrimonio, ritiene che sia incompatibile, è chiaro che da un suo parere». Riccardo Francovich, docente di archeologia medieva le all'università di Siena e incaricato come consulente per gli scavi sull'are a intorno al museo, precisa quanto è contenuto nella sua relazione, consegnata al ministero il 28 dicembre. «Ho studiato i resti che mi sono stati consegnati da chi ha fatto gli scavi, ossia dalla soprintendenza archeologica- prosegue il professore - Si tratta dì reperti e materiali vari già estrapolati dal terreno, in gran parte di frammenti ai ceramiche, tra il V secolo e l'epoca contemporanea. Ho schedato i pezzi di 150 cassette su 400 esistenti, che documentano l'area di Piazza del Grano e l'area di San Pier Scheraggio. Materiali importanti, certo, per capire le trasformazioni e i processi formativi della città, soprattutto sotto San Pier Scheraggio, sotto agli Uffizi, li c'è un deposito archeologico accora più rilevante di Piazza del Grano. Ma tutto questo con la costruzione della loggia non c'entra nulla». Al di là delle considerazioni di Francovich, il ministro Giuliano Urbani ha fatto le sue valutazioni. Ed ha deciso di informare Isozaki sulle novità emerse dagli scavi, per capire se l'architetto giapponese intende rinunciare o rivedere il suo progetto. Mentre il direttore generale Roberto Cecchi ha fatto stralciare dall'appalto dei lavori, il blocco scale e ascensori progettati da Adolfo Natalini che insiste sull'area di San Pier Scheraggio, evidentemente per permettere ulteriori indagini e studi. Di fatto per ora è partito il bando di gara solo per il blocco dei collegamenti nell'area di ponente, dietro alla loggia dei Lanzi, e per altri interventi in galleria. E Arata Isozaki cosa risponde al ministro Urbani? «Quello che abbiamo già dichiarato altre volte- spiega il suo collaboratore in Italia Andrea Maffei- Che siamo disponibili a qualsiasi revisione per salvaguardare il tessuto archeologico, tanto più che esistono tante soluzioni tecnologiche per non toccare nulla dell'esistente sotto piazza del Grano. Ad esempio, basta mettere un piastrone di acciaio su cui far poggiare i pilastri. Insomma sono possibili soluzioni alternative, basta non stravolgere il progetto della loggia. Quindi aspettiamo che ci convochi il ministro, pronti a fare il possibile per adattarci alle sue esigenze».