L'uomo ha anche staccato cinque stemmi. Restaurare le opere colpite costerà migliaia di euro. «Volevo spaccare qualche cosa» Già libero il vandalo che ha danneggiato i quadri della Porta Santa A torso nudo davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore. «Volevo spaccare qualcosa, l'ho fatto per questo, tanto per rompere qualcosa», grida Valentin Vasile Anarihei, 33 anni, romeno senza fissa dimora nella Capitale ma con una residenza anagrafica a Torino. E' stato lui, domenica notte, alle 4 circa, a staccare con una pietra cinque stemmi dalla Porta del Giubileo del Duemila e usarli per danneggiare la Porta Santa della Basilica. Un gesto folle con danni per migliaia di euro. Il romeno, arrestato dalla polizia, è stato bloccato poco dopo dagli agenti di una volante e del commissariato Esquilino: l'hanno trovato ancora davanti ai portoni di Santa Maria Maggiore, raggiunti dopo aver scavalcato l'inferriata principale che circonda la Basilica. Anche i poliziotti si sono arrampicati da quella parte per bloccare il trentenne. E una volta ammanettato Anarihei, «soggetto con problemi psichici», secondo gli investigatori, ha cercato di spiegare il perché di quei danneggiamenti. Ma la sua versione lascia perplessi: si ritiene invece che il romeno volesse rubare i preziosi fregi d'oro e di bronzo dei portoni, e che volesse anche forzare gli ingressi per entrare nella Basilica. Accusato di danneggiamento aggravato, ad Anarihei è comparso ieri in tribunale dove l'arresto è stato convalidato. Ma il vandalo è tornato subito in libertà: l'ex convivente a Torino non l'ha voluto a casa - dove sarebbe dovuto restare ai domiciliari - e quindi il giudice - che si è riservato ogni decisione fino a giovedì in attesa della valutazione dei danni alla Basilica - ha deciso per l'obbligo di firma. Intanto però Anarihei è stato scarcerato. Dopo il gesto del romeno, però, si innesca ancora una volta la polemica sulla sicurezza e la sorveglianza delle aree storiche e artistiche in città. Se infatti per la Gendarmeria vaticana il vandalo è stato ripreso dalle telecamere, per la polizia invece le apparecchiature della videosorveglianza erano puntate altrove e non sono state utili per la ricostruzione dell'accaduto. «Il problema della difesa del nostro patrimonio artistico delle aree religiose è un tema prioritario - spiega il sindaco Gianni Alemanno -: vedremo se a Santa Maria Maggiore sia necessario incrementare questo controllo. Tuttavia, il fatto che il vandalo sia stato colto in flagrante è sicuramente un passo avanti rispetto a precedenti episodi simili». Il sovrintendente ai Beni culturali della Capitale, Umberto Broccoli, ha annunciato che «su mandato del sindaco e in accordo con le autorità ecclesiastiche è stato costituito un tavolo tecnico misto dell'amministrazione. Ci saranno anche la sovraintendenza, l'Ama e il Dipartimento ai Lavori pubblici: il nostro obiettivo è quello di contribuire, ciascuno secondo le proprie competenze, a migliorare l'area intorno alla Basilica, sia dal punto di vista delle bellezze artistiche sia per evitare le forme di degrado». Per il presidente di Ama Piergiorgio Benvenuti «l'azienda è già fortemente impegnata per ripristinare ogni giorno il decoro con tre servizi base e ogni notte viene effettuato un servizio globale con spazzamento ad acqua meccanizzato. Ogni mattina - aggiunge - nella parte transennata e pedonalizzata della piazza interveniamo con green-machine aspiranti e sui gradoni verso via Cavour e piazza dell'Esquilino l'Ama interviene con servizi mirati manuali».