Smontato il ponteggio allestito nel 2000 per puntellare le colonne a rischio. E ieri una domanda: era necessario aspettare tanto tempo? La struttura in parte arrugginita. E sempre più frequenti i distacchi di pietra e calcarenite «Abbiamo richiuso tutti i buchi formatisi nei decenni - spiega Carmelo Bennardo - utilizzando argilla espansa con poca resina e poi calce idraulica». "Sono bastate due telefonate per togliere di mezzo quell'impalcatura che per undici anni ha guastato la bellezza del tempio C a Selinunte. La prima fu quella che mi fece il direttore Caterina Greco, la seconda quella che feci io a Pietro Lo Monaco della Protezione Civile regionale». La racconta così, e ne sorride, l'assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Missineo che ieri - tra un tozzo di pane condito, un bicchiere di vino rosso e lo spumante stappato sotto il tempio - è stato il testimonial di un'operazione che per dieci anni è sembrata una mission impossible. Il tempio C (dedicato ad Apollo, nella zona dell' Acropoli) è stato liberato dall' impalcatura che per undici anni lo ha ingabbiato ed ieri, dopo tanto tempo, s'è potuto ammirare nuovamente nella sua magnificenza. «Si doveva aspettare così tanto?», si lascia scappare Missineo, giunto nell'area archeologica più grande d'Europa col direttore generale Gesualdo Campo, grande assente il direttore della Protezione Civile regionale Pietro Lo Monaco. La struttura (che si occupa di emergenze) è quella che ha sborsato 180mila euro che hanno permesso di fare un intervento urgente sulle tredici colonne del tempio, metterle in sicurezza e così smontare definitivamente il ponteggio oramai arrugginito. Un lavoro che ha interessato maggiormente l'undicesima e la tredicesima colonna dove i capitelli erano pronti a venire giù. Il tondino di ferro che negli anni Venti fu incastrato nella roccia s'era arrugginito, creando così danni strutturali. Ecco perché tecnici ed archeologi - guidati dall' architetto Carmelo Bennardo - sono intervenuti in fretta affinché non continuassero i distacchi di pietra e calcarenite. «Abbiamo richiuso tutti i buchi che nei decenni si erano formati sulle colonne - ha spiegato Bennardo - utilizzando argilla espansa con poca resina e poi calce idraulica con inerti controllati. Alcuni punti sono stati saldati con resina e il ferro arrugginito dell'abaco nelle due colonne,è stato trattato e poi ricoperto». I due capitelli che negli anni hanno perso pezzi, sono stati ora imbracati con delle staffe in ferro che ne eviteranno il distacco. Intervento d'emergenza che è valso, comunque, una prima vittoria: quella brutta impalcatura è adesso smontata e accatastata ora in un angolo del Baglio Florio. Finanche Legambiente, qualche anno addietro, in maniera del tutto provocatoria, chiese il vincolo di tutela per tubi e pedane. Ma ora, a tempio liberato, il direttore regionale Gianfranco Zanna parla di «giornata speciale per Selinunte e per tutti i beni culturali in Sicilia». «Un riscatto per l'intera comunità castelvetranese», dice il sindaco Gianni Pompeo che ha annunciato l'inizio dei lavori per i nuovi ingressi al parco sia dal lato di Marinella di Selinunte che di Triscina. «È bastato un anno, soltanto un anno e via il ponteggio», spiega felice il direttore del parco Caterina Greco che ora aspetta con ansia gli altri lavori a Selinunte. C'è una perizia di 2,8 milioni per i restauri completi al tempio C e al tempio di Hera (in parte già transennato per il pericolo crolli). Il finanziamento è stato ammesso nella programmazione dei fondi strutturali, ma ora è necessario bandire la gara d'appalto e affidare i lavori. Intanto ieri il 2011 è stato salutato così, coi ponteggi smontati, una ferita sanata su uno dei volti della storia antica di quest'Isola, e una festa finita con ottimi fichi secchi offerti dai dipendenti del parco. Ci voleva proprio, dopo tutti questi anni di sofferenza, per il tempio C tornare a farsi guardare in tutta la sua rara bellezza su quell'Acropoli da dove s'ammira il tempio E e il mare che sconfina verso la terra d'Africa.
Selinunte, il tempio C liberato dalle catene lunghe 11 anni
Il tempio C di Selinunte, dedicato ad Apollo, è stato liberato dall'impalcatura che lo ingabbiava per undici anni. L'intervento è stato possibile grazie a 180mila euro della Protezione Civile regionale. I tecnici e gli archeologi hanno smontato il ponteggio e riparato le colonne, evitando distacchi di pietra e calcarenite. Il tempio è stato restaurato e ora si può ammirarlo nella sua magnificenza. Il direttore regionale Gianfranco Zanna ha definito la giornata una vittoria per Selinunte e per tutti i beni culturali in Sicilia. I lavori di restauro sono in corso e si prevede che il tempio C e il tempio di Hera siano completati entro il 2012.
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