Un nuovo percorso al Castello Svevo di Bari tra leoni, angeli medievali e filmati del 1911 Un libro e una nuova vita per i calchi nati quando si festeggiavano i 50 anni dell'Unità d'Italia Una collezione di grande valore, capace di farci viaggiare con lo sguardo dal Medioevo al primo Novecento, dalla sfinge del timpano della Basilica di San Nicola fino alla lunette dei portali delle chiese di Monopoli, Trani, Terlizzi. Riapre oggi (inaugurazione ore 18) la Gipsoteca del Castello Svevo di Bari e tornano visibili dopo un imponente restauro i calchi che raccontano la Puglia dell'arte e dei monumenti. Un patrimonio datato 1911, quando la collezione di gessi tratti dai più antichi monumenti della regione fu creata per allestire il padiglione Puglia della Esposizione Regionale di Roma. Accadde cento anni fa: si festeggiava - e la ricorrenza è quanto mai suggestiva - il cinquantenario dell'Unità d'Italia. Gli scultori Pasquale Duretti e Mario Sabatelli approntarono questo «racconto» di gesso, in cui si trovano leoni, angeli, particolari di chiese e di portali sparsi nella regione. Oggi la collezione ritorna dopo due anni di buio, dovuto ai restauri e ad alcuni lavori nella Gipsoteca ma, grazie al lavoro corale di Direzione Regionale dei Beni Culturali, Provincia e Soprintendenze, il nuovo allestimento contiene alcune gustose novità, anche multimediali, per cui si può vagare tra i gessi ma anche entrare nell'atmosfera di quella mostra del 1911, osservando in un filmato il re e la regina che inaugurano l'esposizione o ammirando il Foro delle Regioni di Roma o ancora le foto originali degli anni Sessanta che descrivono anche il deterioramento di questo patrimonio adesso tornato a splendere. La presentazione della nuova esposizione è avvenuta ieri sera in anteprima per la stampa, con un incontro in cui ciascuno ha raccontato un pezzo del proprio lavoro, aggiungendo una tessera al mosaico che ora sarà a disposizione dei cittadini e dei turisti. «Un intervento voluto fortemente del direttore regionale dei Beni Culturali Isabella Lapi - ha sottolineato il soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici Salvatore Buonomo - e sostenuto dalla collaborazione attenta della Provincia. Il corpus delle opere, se vogliamo, ha un valore didascalico ma può spingere a visitare l'originale». O, come ha sottolineato il soprintendente per i Beni storici artistici Fabrizio Vona (appena volato a Napoli a dirigere la Soprintendenza), può indicare quella idea di «enciclopedismo» e di voglia di fermare il tempo che appartiene anche al nostro sapere attuale. Un concetto su cui hanno insistito il vicepresidente della Provincia Trifone Altieri (orgoglioso del risultato) e la direttrice del Castello Annamaria Lorusso. Isabella Lapi, che ha curato la pubblicazione del volume Non solo Medioevo (edito da Claudio Grenzi) ha sottolineato il tema delle Gipsoteche europee e l'importanza di una simile collezione. Un esempio? La lastra del Palazzo di Federico, un monumento foggiano ormai inesistente. Ma il nuovo percorso al Castello è arricchito di un supporto multimediale realizzato con grande raffinatezza: le immagini dell'Istituto centrale del Catalogo con la visita del reali; le foto storiche volutamente proiettate sulla pietra; le sequenze musicali di Casella e Della Piccola, i documenti del Monastero della Scala. Un viaggio emozionante, fatto di gesso, di musica e di pellicola, nella Puglia che fu. E che è.