Denk mal! Si può leggere anche in questo modo il vocabolo tedesco che traduce la parola monumento: pensaci! Lasciando perdere spigolature linguistiche e radici etimologiche comuni, viene da pensare molto più semplicemente, quasi banalmente, a quanta acqua è dovuta passare sotto il ponte Talvera, da quando l'ombra del monumento alla Vittoria si allunga sulla città, prima di poter arrivare a prospettare una concreta soluzione per l'arco di Piacentini. Diciamolo: l'approvazione della proposta di creare un percorso museale nella cripta e negli spazi sottostanti il monumento, giunta dal ministero dei Beni culturali, va riconosciuta come atto che premia gli sforzi di chi si è impegnato per una soluzione concordata e ci ha creduto, a partire dal lavoro del gruppo che l'ha concretamente elaborata, per finire alle amministrazioni della Provincia e del Comune di Bolzano, alla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto, organo periferico e competente del ministero dei Beni culturali, che l'hanno costruita e accompagnata. Fa bene a tutti ricordare come la significativa convergenza sull'ipotesi di sottoporre a un'operazione di storicizzazione i monumenti e i simboli del fascismo, che si è registrata a livello sia politico sia di pubblica opinione, abbia costituito il presupposto affinché parte dell'eredità della produzione architettonica e monumentale del Ventennio non rimanesse prigioniera di contrapposizioni nazionalistiche e di strumentalizzazioni politiche. Adesso è dunque possibile trasformare il lascito del passato in un'importante risorsa culturale al fine di favorire una riflessione storico-critica più ponderata, capace di aiutare un confronto più sereno con il passato nonché un rapporto più mediato tra cultura della memoria e conciliazione. Mi pare pertanto di poter interpretare il positivo accoglimento da parte del ministero dell'idea di realizzare uno spazio museale sotto il monumento come un riconoscimento di questo spirito e di queste legittime attese. Se così è, si tratta di un ottimo viatico per concretizzare presto il progetto. Non stupisce che in prima battuta si registrino reazioni improntate alla cautela, quando non allo scetticismo o di netta contrarietà politica. La complessa vicenda del monumento, con i continui stop and go, suggerisce parole pesate anche da parte di convinti fautori del progetto, prima di poter certificare che si sta compiendo di fatto un'operazione culturale di straordinaria rilevanza. Alle dichiarazioni di Urzì che lamenta l'assenza del capitolo prima guerra mondiale nell'indice tematico della proposta, sarà la narrazione storica a rispondere in quali termini sia da considerare il nesso tra il monumento e la prima guerra; una storia peraltro già molto ben conosciuta. L'auspicio che esprimo, in conclusione, è di poter a breve considerare superate le affermazioni dello storico John Foot, il quale qualche anno fa, a proposito del monumento alla Vittoria di Bolzano, ha scritto che è stato costruito per dividere e così continuava a fare dopo oltre 80 anni.
Bolzano, Monumento alla Vittoria. Un'eredità trasformata
Il ministero dei Beni culturali ha approvato la proposta di creare un percorso museale nella cripta e negli spazi sottostanti il monumento alla Vittoria di Bolzano. Questa decisione è stata raggiunta dopo anni di lavori e discussioni tra le amministrazioni locali e il ministero. Il progetto mira a trasformare il lascito del passato in un'importante risorsa culturale, favorendo una riflessione storico-critica più ponderata e un confronto più sereno con il passato.
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