Il braccio di ferro tra Eduardo Cicelyn, direttore del Madre, il museo d'Arte contemporanea di Napoli, e la regione Campania targata Stefano Caldoro è terminato con la lettera di preavviso di risoluzione del rapporto di lavoro, sottoscritta il 4 dicembre dal nuovo cda presieduto da Pierpaolo Forte. Per mandare via il direttore, che aveva un contratto con la Fondazione Donnaregina che gestisce il museo a tempo indeterminato, si è reso necessario modificare Io statuto. L'assessore regionale alla Cultura, Caterina Miraglia, ha più volte detto che la selezione sarebbe dovuta avvenire tramite un concorso attraverso cui selezionare una lista di candidati, per affidare poi la scelta finale al governatore. Cioè mettere il Museo nelle mani della politica. Una regola bocciata da Natalino Irti, il docente di diritto che ha elaborato le nuove regole. Così le norme approvate dicono che il prossimo direttore deve essere selezionato tramite concorso. A oggi, però, non è stato bandito nessun concorso. O si viola lo statuto appena approvato o il museo resta senza direzione, oppure per i dieci mesi indicati per il preavviso rimarrà a gestirlo l'attuale direttore, dovendo programmare il prossimo calendario di eventi senza avere però la fiducia del principale azionista. «Naturalmente farò ricorso - spiega Cicelyn -, non sussiste la giusta causa e quindi chiederò un risarcimento. Del resto il motivo principale per cui si chiede la mia rimozione è che il mio compenso è eccessivo. Un motivo un po' strano se consideriamo che i membri del cda nominato dalla precedente amministrazione regionale non percepivano compenso, con il nuovo statuto avranno 80 mila euro all'anno ciascuno. Singolare anche che per risparmiare non abbiano voluto rivedere i contratti con i fornitori, perché di natura privatistica. Solo il mio creava problemi". Non si sa nulla del bando, ma mancano all'appello anche le altre modifiche previste dallo statuto: ingresso di due nuovi membri nel cda, rispetto ai tre attuali, in rappresentanza di soggetti privati, allargamento del Comitato scientifico, formazione di un Ente sostenitori. Non si vedono all'orizzonte neppure gli sponsor che l'assessore Miraglia invoca da due anni. 24 mesi in cui il museo ha di fatto smesso di funzionare: apertura ridotta. carenza totale di tutti i servizi; tre soli dipendenti (direttore, curatore e responsabile mostre) e una miniprogrammazione che ha emarginato il museo rispetto alla scena internazionale. Il tentativo di liberare la casella di direttore era già stato fatto, la maggior parte delle opere in collezione però sono prestiti di lunga durata di fondazioni e collezionisti, che hanno minacciato di ritirare i loro capolavori. Un'accelerazione farebbe pensare a nuovi accordi magari con realtà locali. Del resto il presidente del cda è consigliere di amministrazione della fondazione Morra Greco, che riscuote le simpatie anche dell'assessore Miraglia.