Cinque anni fa l'avvio dei lavori Il taglio del nastro con 18 mesi di ritardo Per il secondo lotto restano da trovare 30-50 milioni Era stato definito un po' pomposamente «il cantiere museale più esteso d'Europa» e ieri dopo molti ritardi il primo pezzo dei Nuovi Uffizi è stato consegnato alla città e al mondo. Otto sale e un nuovo collegamento verticale, con scale e ascensori, arrivati a cinque anni dall'inizio dei lavori e con un anno e mezzo di ritardo sulla tabella di marcia che prevedeva l'estate 2010 per la consegna; ma comunque il primo tassello di un'opera di cui si parla dall'immediato dopo guerra. Il problema è che anche il futuro si prospetta complicato, con cantieri al rallentatore e risorse da trovare per il secondo lotto di lavori (servono dai 3o ai so milioni), tanto che non è ancora stata fissata una data di completamento dei Nuovi Uffizi. Ma intanto, quanto è stato fatto? E cosa resta da fare? «Gli spazi inaugurati ieri per circa 500 metri quadri rappresentano meno del 10 per cento dell'incremento espositivo complessivo previsto, ma considerando la realizzazione della torre si può dire che il taglio del nastro riguarda un quinto dei Nuovi Uffizi», spiega un addetto ai lavori. Il resto arriverà in futuro e il prossimo passo sarà a giugno 2012 l'apertura al primo piano, il cosidetto piano nobile, di una ventina di stanze che guardano sul piazzale dove sarà ospitata la mostra «Bagliori dorati», a destra rispetto agli ascensori inaugurati ieri; mentre sul resto non ci sono certezze. La storia dei Nuovi Uffizi, del resto, è complicata e i progetti sono cambiati in corsa più volte. Il cantiere, partito nell'ottobre 2006, nasce dalla gara bandita dal ministero dei Beni culturali per portare gli spazi espositivi dagli attuali settemila a 12.900 metri quadri, realizzare un nuovo ristorante-caffetteria nello spazio delle Reali Poste, creare due collegamenti verticali, adeguare gli impianti e la tecnologia dei nuovi spazi al primo e al secondo piano, incrementare la aree per laboratori e servizi per i visitatori e il personale, costruire la Loggia di Isozaki in piazza del Grano. La gara fu aggiudicata con un ribasso di oltre il 4o per cento e con la previsione di usare per il cantiere sia il piazzale degli Uffizi sia piazza del Grano e di creare «torri» verticali per il cantieri alte fino a oltre trenta metri, nonché di lavorare per lotti così da inaugurare via via i nuovi spazi espositivi. I problemi sono arrivati presto e si è rischiato il blocco dei lavori, arrivando al commissariamento, deciso dal ministro Sandro Bondi nel novembre 2009 con la nomina di Elisabetta Fabbri, commissario al nuovo teatro del Maggio alla Leopolda, anche a commissario per gli Uffizi. Poco dopo però è arrivato il ciclone dell'inchiesta sulle grandi opere, scoppiato nel febbraio 2010 con anche il coinvolgimento di Mauro Della Giovampaola, nominato «soggetto attuatore» dei Nuovi Uffizi, e la conseguente cessazione dell'incarico del commissario con il ritorno del cantiere alla soprintendente Alessandra Marino, che a sua volta era subentrata a Paola Grifoni quando questa era stata trasferita a Bologna. L'apertura delle nuove sale era prevista la scorsa estate, ma di ritardo in ritardo è arrivata ieri con l'allestimento caratterizzato dal colore blu. Per il secondo lotto si attendono i fondi e resta da capire come sarà realizzata la torre verticale che dovrebbe incidere sul delicatissimo spazio di San Pier Scheraggio.
Firenze, Uffizi. Un quinto dei cammino. E l'arrivo? Non ha data
I lavori dei Nuovi Uffizi sono iniziati cinque anni fa, ma sono stati ritardati di 18 mesi. Il primo pezzo dell'opera è stato consegnato ieri, ma il secondo lotto è ancora in attesa di fondi e la data di completamento non è stata fissata. Il cantiere è stato caratterizzato da problemi e ritardi, e il prossimo passo sarà l'apertura al primo piano, il piano nobile, a giugno 2012. Il progetto dei Nuovi Uffizi è complesso e ha subito cambiamenti in corsa più volte. Il cantiere copre un'area di circa 500 metri quadri, che rappresenta solo il 10% dell'incremento espositivo previsto.
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