Indagini archeologiche a Galleno e a San Pierino (DIRETTORE DEL MUSEO CIVICO) Recenti indagini archeologiche, condotte dal Museo civico, in accordo con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, hanno interessato manufatti stradali, tardo e postmedievali, a Galleno e a San Pierino. I lavori, per il rinnovo dell'acquedotto, effettuati da Acque Spa nella primavera del 2011 a Galleno, hanno permesso di leggere una sequenza di sedi stradali databili tra il Medioevo e l'Età Moderna. La strada più antica, già parzialmente individuata nei saggi archeologici condotti nel 1996, consiste in una superficie stabilizzata con ghiaia ed è forse da identificare con il percorso della via Romea, com' è descritto nel viaggio di Filippo di Francia alla fine del XII secolo. Questa strada rimase in uso fino alla fine del XVIII secolo quando fu realizzata la via Regia Traversa di Valdinievole. Come hanno evidenziato i saggi archeologici, questa strada fu realizzata sostituendo il precedente piano stradale in ghiaia, che si è conservato solo parzialmente in una zona non interessata dai lavori settecenteschi, e realizzando un sottofondo in pietre disposte di taglio, a sua volta coperta da una soprastante stesura di ghiaia, più adatta all'aumentato traffico di veicoli su ruota. La strada selciata, messa in luce a San Pierino, faceva parte dell'asse stradale che, dalla Porta Bernarda portava alla nave d'Arno e riprendeva oltre il fiume in direzione di San Miniato. Il selciato, già individuato nel 1987 durante lavori pubblici, è stato indagato in estensione nella primavera del 2011, in occasione del cantiere Anas per la realizzazione del nuovo ponte sull'Arno. La superficie stradale messa in luce, della lunghezza di più di trenta metri e in ottimo e raro stato di conservazione, è il rifacimento, portato a termine alla fine del XVI secolo per ripristinare un più antico tracciato, realizzato con la stessa tecnica, e databile alla fine del XV secolo. La ricostruzione si rese necessaria a causa dei danni che l'Arno aveva provocato alla precedente strada rettilinea, erede della Via Nuova realizzata alla fine del XIII secolo, per l'erosione della riva sinistra, come è ben rappresentato nella Carta dei Capitani di Parte Guelfa dedicata a Fucecchio (1580-'85). Le rotaie visibili sulla strada, originariamente destinata a un traffico pedonale o someggiato, furono prodotte anche dal passaggio dei carriaggi e delle artiglierie delle truppe francesi tra il 1796 e il 1805. Una volta terminate le operazioni di scavo e documentazione, il manufatto è stato protetto e coperto dalla rampa per il nuovo ponte sull'Arno.