Da evitare i guasti dell'urbanistica di mercato Va disegnato il futuro di Pistoia da qui a 10-20 anni Ruotano intorno alle scelte definitive per il regolamento urbanistico il futuro, lo sviluppo e più in generale la qualità della vita di quanti vivono, intraprendono e lavorano a Pistoia. La conferma arriva da segnali inequivocabili, di cui si parla proprio in questi giorni. Vediamo. Sul Tirreno il candidato alle primarie per sindaco del Pd, Samuele Bertinelli, ha annunciato lo stop alla cementificazione, tema sul quale concordano gli altri candidati, Roberto Bartoli e Alberto Niccolai. Le associazioni dei commercianti e degli industriali hanno chiesto la settimana scorsa una politica mirata e organica per il rilancio del turismo e la riqualificazione del centro storico che molto si basa sulla tutela delle funzioni rimaste, il recupero (se possibile) di quelle uscite, l'integrazione con i nuovi quartieri. Elemento fondamentale, quest'ultimo, come dimostra la notizia dello sbarco della catena Hilton a gestire l'albergo da 132 camere costruito dal gruppo Giusti nell'area Ex Breda. I giovani stanno sollecitando poi scelte amministrative che li considerino come soggetti portanti della società: chiedono spazi per la socializzazione, la cultura, il tempo libero, l'apprendimento e la formazione. Alla luce della oggettiva saturazione del mercato per le strutture commerciali e la residenza (la quantità di invenduto cresce e la domanda è ferma), pare saggio puntare sullo stop al cemento. Non va trascurato tuttavia il rischio di mettere in ginocchio, con una scelta del genere, l'intero comparto dell'edilizia e tutto l'indotto. Ecco allora che diventa indispensabile associare, alla politica del contenimento, un'azione ragionata e convinta che incentivi e favorisca il riuso. L'ex presidente regionale dell'Ance (associazione dei costruttori) Stefano Varia ha affermato pochi mesi fa che proprio nel recupero e nel restauro le aziende edilizie in crisi possono trovare sbocchi, con grande benificio portato dalla riqualificazione delle costruzioni. I politici faranno bene a tener conto di queste valutazioni. Come? Certamente partendo da una programmazione meditata, capace di disegnare cosa sarà Pistoia non domani, ma da qui a 10-20 anni almeno. Altre città vicine nel recente passato hanno fatto l'errore - anche sulla base di illusorie convinzioni liberiste - di teorizzare l'urbanistica di mercato e di redigere piani strutturali e regolamenti urbanistici nei quali si lasciava in pratica facoltà, soprattutto ai grandi gruppi immobiliari, di realizzare quello che si voleva dove si voleva. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: colate di cemento ovunque, blocchi inguardabili che massacrano il territorio, nascita di quartieri satellite non inseriti nel contesto urbano con conseguenze gravi per i centri storici e cancellazione del verde, con tragico impatto ambientale. Programmazione territoriale e politiche per favorire il riuso: è questa la via maestra da seguire.
TOSCANA - PISTOIA - Stop al cemento, incentivi per il riuso
In Pistoia, i politici stanno discutendo del futuro dell'urbanistica e del sviluppo della città. Il candidato del Pd, Samuele Bertinelli, ha annunciato lo stop alla cementificazione, un tema condiviso dagli altri candidati. Le associazioni commerciali e industriali chiedono una politica mirata per il rilancio del turismo e la riqualificazione del centro storico. I giovani stanno chiedendo spazi per la socializzazione, la cultura e il tempo libero. L'urbanistica di mercato potrebbe mettere in ginocchio l'intero comparto dell'edilizia e dell'indotto, quindi è necessario associare il contenimento della cementificazione a un'azione di recupero e restauro.
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