Mugugni anche nella maggioranza: Idv e Sel frenano sulla variante La variante urbanistica dell'ex Gran Guardia torna a rendere incandescente il clima a Palazzo civico. Lo fa sotto due aspetti: da un lato, nella conferenza dei capigruppo facendo riaccendere la polemica anche all'interno della maggioranza; dall'altro, aprendo un fronte con la Regione Toscana. I dubbi della Regione Toscana sono stati messi nero su bianco in una osservazione alla variante presentata a metà settembre: per un capriccio del destino, eccole sul ring politco ora che sull'urbanistica l'assessore regionale Marson ha bacchettato il Comune di Livorno (ed è stata a sua volta rimproverata dal governatore Rossi). Ennesimo capitolo della lite con l'Idv, visto che Marson è di area dipietrista? Al di fuori delle dietrologie politichesi, tanto la Regione che la Confesercenti nelle loro osservazioni hanno insistito sull'aspetto dei parcheggi che richiede una simile variante (che porterà all'arrivo di un colosso dell'abbigliamento). Il Comune risponde picche alla Regione. La variante serve per recuperare un edificio storico, i parcheggi verranno reperiti in un raggio di 500 metri e comunque non si può stabilire ora qual è il fabbisogno. Nella conferenza dei capigruppo non sono mancati i mugugni accusando la giunta di aver dato una accelerazione alla pratica Gran Guardia senza permettere un approfondimento in commissione e con una documentazione consegnata solo in extremis. Dal confronto è scaturito che vi sarà un passaggio in commissione urbanistica il 20 dicembre, in vista dell'esame in consiglio comunale l'indomani. Inutile dire che si sono avute scintille: ad esempio, Lamberti ha chiesto dove fosse il carattere d'urgenza. Ma è anche all'interno della maggioranza che non sono mancati i distinguo e i "ma". Gulì (Pd) dice che si tratta di un ok successivo all'adozione già fatta («non era una novità»). Romano (Idv) sembra intenzionato a tenersi le mani libere: aveva votato sì perché si legava alla Gran Guardia la pedonalizzazione («e ora? vediamo»). Anche Sel non lesina dubbi: vuol vedere cosa viene fuori in commissione, valutando le osservazioni di Regione e Confesercenti.