Nelle sale di Palazzo Sgadari si conservano anche i reperti di monte Alburchia archeologia sul monte alburchia Gangi. Tra i musei presenti nelle Madonie di grande interesse è quello di Gangi. Istituito nel 1958, il Museo Civico, è stato autorizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione e nel 1960 è stato inserito nell'elenco dei musei "minori". Intitolato lo scorso anno a Santo Naselli, medico chirurgo e ispettore onorario per la soprintendenza alle antichità della Sicilia Occidentale, il museo raccoglie materiale archeologico ed etnoantropologico provenienti dagli scavi dal monte Alburchia. Nel 1995 ha lasciato la vecchia sede per essere trasferito nell'ottocentesco palazzo Sgadari. Distribuito su quattro sale, il museo è diviso in due settori: didattico e topografico. I rinvenimenti vanno dall'epoca arcaica all'età paleocristiana e vi sono anche importanti reperti che vengono datati tra il VII ed il VI sec. a.C. Le prime tre sale propongono al visitatore un excursus riguardo la preistoria e la protostoria ed accolgono un'anfora da trasporto della fine IV ed inizio III secolo a.C. Grande spazio è dato alla ceramica e all'utilizzo dell'argilla nella storia passata. Nelle vetrine sono conservate oggetti di fattura indigena tra cui spicca una brocca trilobata. Tra le altre realizzazioni con materiale greco di imitazione possiamo trovare "Kulikes" ottiche, coppe ioniche, "Skyphoi", "Ar-y-balloi" e una serie di "Kotonies" di importazione corinzie. Una sala accoglie sei anfore da trasporto di epoca ellenistica. Continuando il percorso si possono scoprire varie lucerne tra cui una in bronzo, due candelabri e statuette del IV e III secolo a.C. Nella terza sala, oltre ad alcuni elementi di varie macine per cereali in uso nell'antichità, si trovano vari materiali metallici come uboni di scudo, fibule di bronzo, elementi di collane ed elementi bronzei relativi all'età ellenistica e romano-mperiale. Il settore topografico, sistemato nella quarta sala, si occupa di una vecchia questione ancora oggi non risolta e cioè l'identificazione del monte Alburchia con l'antica Enghion la città di fondazione cretese citata da Diodoro Siculo. Sul monte Alburchia, sito a circa sette chilometri da Gangi, nel 1958 sono stati condotti degli scavi che hanno permesso di individuare strutture murarie databili tra il IV ed il V secolo a.C.. Ritornando alla quarta sala, in essa è possibile ammirare un dolio di epoca ellenistica, oggetti indigeni greci di epoca arcaica, classica ed ellenistica: statuette, lucerne, candelabri e tante altre testimonianze di bronzo e di vetro. Qui finisce il percorso archeologico. Negli altri due piani del palazzo Sgadari è possibile scoprire la pinacoteca Gianbecchina, che dal 2001 ospita le opere donate dal grande maestro siciliano al Comune di Gangi e il Museo delle armi allestito nel 2007 grazie alla donazione del maestro Giuseppe Franco. Gaetano La Placa 16122011
SICILIA - GANGI.I tesori archeologici del Museo Naselli
Il Museo Civico di Gangi, intitolato a Santo Naselli, è un museo archeologico e etnoantropologico situato nel palazzo Sgadari. Il museo raccoglie reperti provenienti dagli scavi sul monte Alburchia, tra cui oggetti arcaici, classici e ellenistici. Le sale del museo sono divise in due settori: didattico e topografico. Il settore didattico esplora la preistoria e la protostoria, mentre il settore topografico si occupa dell'identificazione del monte Alburchia con l'antica Enghion. Il museo conserva oggetti come anfore, ceramica, lucerne, candelabri e statuette di bronzo e vetro.
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