antonio mignemi e calogero gazzitano Favara.La Chiesa Madre necessita di lavori di consolidamento e un'attenta analisi dello stato del prospetto e dei capitelli per una verifica approfondita su eventuali distacchi. Questo in sintesi quanto emerso dal sopralluogo di ieri effettuato dall'architetto Calogero Gazzitano, funzionario del direttivo della soprintendenza di Agrigento e dal maestro restauratore Antonio Mignemi direttore tecnico dello studio Mimarc srl, lo stesso che ha restaurato la "Banderuola" del Palazzo Vecchio di Firenze. Per tutta la mattina i due esperti, collaborati dall'ingegnere-geotecnico Eugenio Alba e dall'architetto Lillo Giglia, incaricati dalla parrocchia, grazie al supporto di una gru fornita di cestello, hanno ispezionato minuziosamente tutto il prospetto della Chiesa Madre da dove lo scorso 28 novembre si è staccato, precipitando al suolo da un'altezza di circa 30 metri, uno degli otto fregi a forma di capitello che contrassegnano, sotto l'ultimo cornicione, il prospetto. Alla luce dell'improvviso crollo, che fortunatamente non ha avuto conseguenze per persone o cose, il parroco, l'arciprete don Mimmo Zambito, con don Giuseppe Pontillo, direttore dell'ufficio Beni culturali della Curia arcivescovile di Agrigento e della soprintendenza, si è attivato per prevenire l'incolumità dei fedeli e dei cittadini favaresi, ma anche per preservare il principale edifico di culto di Favara, la cui edificazione risale al 1897. Già da una prima verifica, effettuata all'indomani del crollo, era emerso che anche il capitello del lato nord di via Mercato dei Pesci (angolo salita Madrice), corrispondente a quello crollato, mostra gli stessi segni di taglio trasversale. Ieri il nuovo sopralluogo ha confermato quanto in parte già si sapeva, anche se nessuno si è voluto sbilanciare più di tanto. Una relazione dettaglia su cosa bisognerà fare sarà redatta prestissimo e inviata alla Curia di Agrigento. "Sono stato chiamato per esprime un parere sullo stato di conservazione - ha detto Mignemi -. Con la soprintendenza, la Curia e i tecnici incaricati dal parroco, abbiamo osservato che ci sono alcune pietre che si stanno distaccando a causa di infiltrazione d'acqua. Il primo intervento da fare è sicuramente quello di messa in sicurezza e in un prossimo futuro un intervento di progettazione per un lavoro definitivo. Quello della Chiesa Madre è un problema classico di tutti i beni culturali nazionali. La mancata manutenzione provoca questo stato di cose". Intanto il parroco ha provveduto a far montare un ponteggio con parasassi sul prospetto della Chiesa Madre. Per i prossimi lavori che si dovranno effettuare ci vorranno nuovi fondi. Per i lavori precedenti alla Madrice e in altre due chiese di appartenenza finora la parrocchia ha speso 60.000,00 euro. La Diocesi di Agrigento ha partecipato all'impegno con 8.500,00 euro. Totò Arancio 16122011