FIRENZE. Alla morte del celebre antiquario fiorentino Carlo De Carlo, nel 1999, il suo factotum aveva nascosto la sua collezione d'arte, 49 pezzi di enorme valore, con opere di Donatello, Simone Martini e Puccio di Simone, per il timore che gli eredi la smembrassero. Da allora non si erano più avute notizie della collezione, fino a quando, ieri, Gabriele Tozzi, l'uomo che aveva sottratto e nascosto le opere d'arte, che hanno un valore di circa 100 milioni di euro, ha deciso che era il momento di chiudere questo capitolo. Tozzi ha chiamato il suo avvocato che si è messo in contatto con i carabinieri del nucleo di tutela artistica e culturale di Firenze, cui sono stati riconsegnati i 49 capolavori raccolti durante la sua vita da Carlo De Carlo. La vicenda ha avuto inizio il 20 dicembre 1999, quando Carlo De Carlo, considerato uno dei massimi antiquari e collezionisti d'arte italiani, morì a Firenze. Secondo quanto ha spiegato Gabriele Tozzi, 51 anni, figlio della governante di De Carlo e suo uomo di fiducia, era stato proprio lo stesso De Carlo a chiedergli di mettere al sicuro la sua collezione. Questo sia perché temeva che alla sua morte gli eredi avrebbero potuto smembrarla per venderla, ma anche perché - ha sostenuto Tozzi - De Carlo voleva che la collezione potesse essere messa a disposizione anche della figlia naturale Lisa, per la quale aveva iniziato la pratica di riconoscimento della paternità. Così quando De Carlo venne ucciso da un ictus, Tozzi mise in atto il suo proposito: trafugò le 49 opere d'arte dalla casa di De Carlo e le nascose in un deposito segreto. La collezione De Carlo comprende opere di enorme valore artistico e storico. Tanto per fare qualche nome, ci sono due statue in bronzo di Donatello, dieci quadri di Simone Martini, due dipinti di Bartolomeo Bulgarini e altre opere di grande valore di maestri del Rinascimento, per un valore venale che è stimato in circa 100 milioni. Sempre secondo quanto ha riferito Gabriele Tozzi, la situazione familiare degli eredi di De Carlo ultimamente si è chiarita, visto che la figlia e i familiari della moglie dell'antiquario, dalla quale De Carlo era separato ma non divorziato, hanno raggiunto un accordo. Era quindi arrivato il momento di far riemergere la collezione dai 12 anni di oblio. Tozzi ha chiamato i carabinieri e ha consegnato tutto. Ora la collezione verrà esaminata dalla Soprintendenza prima di essere riconsegnata ai legittimi proprietari, mentre Tozzi è stato denunciato per furto.