LIVORNO. Due traslochi in quattro secoli di vita, un magazzino comunale da setacciare e un'opera tanto simile, ma in un'altra zona della città, da far pensare a un'operazione di riciclo artistico. Sono questi gli elementi che danno vita al giallo della colonna del Pieroni, l'opera in marmo bianco del 1600, resto del loggiato di piazza Grande bombardato nella seconda guerra mondiale. Fino al 1999, l'opera si trovava all'ingresso dei bagni pubblici di piazza Guerrazzi prima di andare in pensione quando l'allora amministrazione fece partire i lavori per la costruzione del parcheggio e decise che la colonna non si sarebbe adattata con il nuovo arredo urbano che vediamo tutt'oggi. A distanza di dodici anni e sulla scia del dibattito che si è aperto in città sulla "A" posizionata nei giorni scorsi in piazza Attias abbiamo cercato di capire che fine avessero fatto alcuni monumenti storici. Al posto dei pesci in ghisa sulla balaustra di Ardenza - ad esempio - tolti nel 2008 con la promessa di essere ristrutturati per poi essere sostituiti con delle copie in alluminio, sarà invece mantenuto il disegno «perché il restauro costa troppo». Attorno alla colonna, poco meno di tre metri in marmo di Carrara, è nato invece un caso. L'allora assessore alla cultura e storico Dario Matteoni racconta di averne disposto la collocazione nel magazzino del Comune, agli ex Macelli. Però - aggiunge - un elemento nuovo sottolienando che «potrebbe essere stata riutilizzata per l'opera che commemora i Caduti della Meloria». Il monumento, in effetti, esiste e si trova in via Provenzal, a Banditella. È formato da una colonna in marmo bianco e da due lastre, sempre in marmo, sulle quali sono incisi i nomi dei trentatre paracadutisti morti il 9 novembre del 1971 al largo della Meloria quando il C 130 dell'Aeronautica britannica si inabissò nelle acque davanti a Livorno. «L'opera - si legge - è stata inaugurata nel 2004». E quindi i tempi potrebbero tornare. Stessa cosa per l'altezza e per il materiale di cui è composta. Quello che non torna - come confermano dall'assessorato - è che sopra a una colonna del 1600 possa essere stata incisa una scritta. Sul monumento, per l'appunto c'è una dedica: «Ai caduti della Meloria». Possibile - nel caso sia la colonna del loggiato di piazza Grande - che la Soprintendenza abbia dato l'ok? È per rispondere a questa domanda che l'assessore alla cultura Mario Tredici ha disposto per questa mattina un sopralluogo all'interno dei magazzini comunali agli ex Macelli, dove, tra le altre opere di proprietà dell'amministrazione, risulterebbe essere conservata la colonna disegnata dell'architetto Alessandro Pieroni. A sostegno di questa tesi, c'è anche un altro particolare: non ci sarebbero delibere che danno l'ok per l'utilizzo dell'opera in un altro contesto rispetto a quello dove dovrebbe essere conservata.