Stanziati i 600 mila euro per le serre nuove dei colibrì, in accordo col ministero di Per il parco di Miramare, questione colibrì, la Regione ha deliberato i 600 mila euro che erano stati pattuiti con la Direzione regionale dei Beni culturali nell'ambito di un accordo di programma Stato-Regione. Il ministero ha già stanziato 1,2 milioni di euro per il recupero delle antiche serre occupate dai colibrì di Stefano Rimoli, nel frattempo andate anche a fuoco, che da oltre un anno sono sotto torchio perché la colonia, ospitata abusivamente, è stata sfrattata, e il Centro è finito in guai giudiziari per abusivismo e debiti. La Regione, interpellata per un aiuto economico, si era detta favorevole a un finanziamento per le cosiddette «serre nuove», un edificio ora inutilizzato, dove il Centro di riproduzione dei colibrì dovrebbe trasferirsi, liberando la struttura storica, e mentre la gran parte degli uccellini sono stati intanto venduti, in accordo con la Procura, per il ristoro degli ingenti debiti pregressi. Ieri la Regione ha rotto le riserve, su proposta dell'assessore alla Programmazione, Sandra Savino, la Giunta ha autorizzato la conclusione dell'accordo di programma che definisce in dettaglio «gli impegni reciproci del ministero per i Beni culturali e la Regione - afferma la nota - in ordine alla valorizzazione del parco del castello di Miramare». «Finalmente si è innescato un processo virtuoso - ha dichiarato Savino - che mi auguro possa condurre in tempi ragionevoli alla valorizzazione dell'antica struttura, importante punto di riferimento per lo sviluppo sociale, culturale ed economico del Friuli Venezia Giulia». Messa in sicurezza del parco, restauro dei muraglioni a mare, interventi sul patrimonio vegetale, ripristino degli elementi decorativi e architettonici: questi gli interventi cui sarà destinata la cifra globale di 1, 8 milioni, tra soldi ministeriali e regionali. Per le serre storiche è previsto il ripristino dell'originaria funzione di crescita di piante e sperimentazioni botaniche, «anche in considerazione - dice la Regione - del particolare interesse architettonico che caratterizza la struttura (modello Glasshaus di ottocentesca memoria con parti totalmente originali)». Per le serre nuove «qualora si verificassero le necessarie condizioni tecniche, giuridiche, economico-finanziarie e gestionali» entrerà il Centro di ripdoduzione dei colibrì, di cui sarà garante scientifico Margherita Hack, ma nel quale è coinvolta per la gestione anche la Fondazione per il museo del porto. Se tutto questo non potesse avvenire, conclude Savino, «le medesime strutture potranno trovare una diversa destinazione funzionale, sempre per valorizzare parco e museo storico». Il ministero intanto, coi soldi del Lotto, ha già stanziato 1,2 milioni di euro, più 25 mila che servono a mantenere i colibrì superstiti. Per un accordo nato in sede giudiziale, il ministero paga a piè di lista anche il mantenimento e le cure veterinarie dei delicatissimi animaletti, Rimoli è autorizzato a fare la spesa in farmacie e negozi per migliaia di euro con un «pagherò» del ministero, mentre resta ancora pendente il forte debito con Acegas. Proprio in questi giorni la Soprintendenza ai Beni storici ha ricevuto 67 mila euro per pagare bollette inevase in tempi passati, ma relative al solo funzionamento del parco.
Trieste. Regione, soldi a Miramare
La Regione ha autorizzato la conclusione di un accordo di programma con il ministero dei Beni culturali per la valorizzazione del parco di Miramare. Il ministero ha stanziato 1,2 milioni di euro per il recupero delle antiche serre occupate dai colibrì e per il mantenimento dei colibrì superstiti. La Regione ha autorizzato la trasferenza del Centro di riproduzione dei colibrì nelle nuove serre, liberando la struttura storica. La Regione ha anche autorizzato il ripristino dell'originaria funzione di crescita di piante e sperimentazioni botaniche nelle serre storiche. Il centro di riproduzione dei colibrì sarà gestito dalla Fondazione per il museo del porto e da Margherita Hack.
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