Lido, via alle convenzioni con Est Capital. E Unicredit finanzia l'ex ospedale al mare VENEZIA - «Fare presto». E' l'imperativo del ministro alla Cultura Lorenzo Ornaghi. E il suo «fare presto», ripetuto più volte ieri mattina in occasione della presentazione delle sue linee programmatiche alla Camera dei deputati, si riferisce al nuovo Palazzo del cinema. «Fare presto è una necessità specie quando in ballo ci sono questioni da affrontate rapidamente come quella del Palazzo del cinema - ha detto - al Lido, a Venezia e alla Mostra deve essere data una sede degna di questo nome». Il buco, insomma, si vede anche da Roma e anche nella capitale la sua presenza è scomoda. Unico intoppo, ancora non si è deciso come risanarlo. Se saranno cioè ripresi i progetti di un palazzo dalle dimensioni ridotte oppure se si lasceranno perdere i vecchi disegni pensando ad altre strade, come la rimessa a nuovo delle strutture già esistenti, che tra l'altro ha già avuto il via libera del commissario straordinario e del Comune. «Non intestardiamoci su ipotesi che non hanno portato da nessuna parte - ha commentato ieri dopo l'audizione l'onorevole Giuseppe Giulietti, Articolo21 - la strada intrapresa dal presidente Paolo Baratta, ossia il recupero dell'esistente mi sembra forse l'unica realizzabile». E mentre a Roma si discute del nuovo palazzo del Cinema e a Venezia tutti aspettano di vedere se davvero entro fine anno arriveranno alla conferenza dei servizi del commissario straordinario Vincenzo Spaziante nuove proposte per chiudere il buco, i progetti dell'ex ospedale al mare - dello stesso progetto di rilancio dell'isola - prendono quota. Il contratto di compravendita tra Comune e cordata Estcapital, Condotte, Mantovani non è ancora chiuso ma ora i soldi per farlo ci sono davvero. I130 novembre le banche hanno infatti finanziato l'operazione con oltre 94 milioni di euro, di cui parte coprirà il 5o per cento del prezzo dell'Ospedale al mare e cioè 61 milioni. Il resto andrà alle demolizioni dei vecchi padiglioni, alle costruzioni delle nuove villette con vista sul mare, al porto turistico e alla nuova spiaggia di San Nicolò. A finanziare l'investimento un pool di banche capitanate da Unicredit e Bnl, Banca Popolare di Vicenza, Credito Bergamasco e Mps capital services. Di pari passi avanzano anche le convenzioni. Dopo aver approvato, la scorsa settimana, la bozza di convenzione sull'ex ospedale, ieri la giunta ha dato il via libera alle convenzioni per la spiaggia e il porto turistico. Tutti e tre i documenti sono però congelati fino a quando il contratto di acquisto non sarà perfezionato a giugno 2012. Lo stesso vale per i permessi a costruire. Est capital, Condotte e Mantovani il 25 novembre hanno ricevuto l'assenso del Comune ad aprire i cantieri ma, precisa l'assessore all'Urbanistica Ezio Micelli, «tutto ha validità a partire dalla chiusura del contratto». In ogni caso, la crisi o la burocrazia non sembra frenare Estcapital e quindi nel giro di un anno i cantieri dovrebbero partire non lontano dalla bocca di porto di San Nicolò. Nelle delibere approvate ieri, la giunta ha anche chiarito alcuni dettagli sui benefici che il pubblico dovrà ottenere con l'attrezzatura di una spiaggia privata e la realizzazione del porto per un migliaio di barche. Di fronte all'ex ospedale al mare è stato cioè imposto l'obbligo di costruire un nuovo pennello a mare mentre al porto ci dovranno essere 2 ettari e mezzi aperti a tutti i cittadini, a prescindere dall'uso o meno delle strutture di ormeggio per le imbarcazioni. Gli ettari inoltre dovranno essere sistemati, attrezzati e mantenuti dalla cordata di imprenditori. «L'approvazione delle convenzioni - conclude Micelli - fa parte di quel percorso di restituzione di poteri di gestione dall'autorità commissariale all'amministrazione». Per fine anno infine si dovrebbe sciogliere l'incognita-Spaziante: il 31 dicembre il suo mandato scade e in città tutto sembra pronto per procedere con gli interventi senza la presenza di un commissario straordinario.
Lido, Palacinema. Ornaghi: all'altezza di Venezia
Il ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi ha chiesto di fare presto per risolvere il problema del Palazzo del cinema al Lido di Venezia. Il progetto è stato in discussione per molto tempo e non è stato ancora deciso come risanarlo. Il presidente Paolo Baratta ha proposto il recupero dell'esistente, ma non è ancora stato deciso. Invece, il contratto di compravendita tra Comune e la cordata Estcapital, Condotte, Mantovani è stato firmato e finanziato con oltre 94 milioni di euro. La giunta ha dato il via libera alle convenzioni per la spiaggia e il porto turistico, ma tutto è congelato fino a quando il contratto non sarà perfezionato a giugno 2012.
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