Nel centro storico di Palermo nasceranno nuovi alberghi di lusso. Il Consiglio comunale ha dato il via libera alle varianti del Piano particolareggiato esecutivo del centro storico per cinque palazzi che saranno destinati a strutture alberghiere di lusso. A dicembre sono state approvate le cinque delibere che danno il via libera ad altrettante varianti per il cambio di destinazione d'uso degli immobili dalla condizione attuale a quella turistico-alberghiera. Via libera che è arrivato dopo i pareri positivi di Asl, Genio civile, Sovrintendenza ai Beni culturali e assessorato regionale al Territorio. Via libera per palazzo Di Napoli e palazzo Costantino, che si trovano tra via Maqueda, corso Vittorio Emanuele e Vicolo dei Mori. La richiesta di variante era stata presentata più di un anno fa al Comune dalla Quattro canti, una società costituita dal Gruppo Franza di Messina tramite la propria controllata Fratne invest e da Roberto Bilotti Ruggì D'Aragona, un nobile palermitano residente da anni a Roma proprietario dei due immobili. I due palazzi (che sorgono l'uno accanto all'altro), saranno ristrutturati con un investimento complessivo di 10 milioni di euro e sono destinati a diventare un'unica struttura ricettiva a cinque stelle con 75 camere che dovrebbe essere completata, una volta ottenute tutte la autorizzazioni, entro due anni dalla posa della prima pietra. «Si tratta per noi spiega Pietro Franza di un investimento importante, in una città come Palermo capoluogo dell'isola e incrocio di mille culture. È una cosa prestigiosa alla quale tenevamo tanto e per la quale abbiamo tanto lavorato». Con un'altra delibera a dicembre il consiglio comunale di Palermo ha approvato la variante al Piano particolareggiato esecutivo del centro storico per il cambio di destinazione d'uso di palazzo de hrancisci. fra via Buteia. vicolo Martinez e vicolo Lo presentata dall'Immobiliare Mediterranea. Cambio di destinazione d'uso anche pei palazzo Butera e palazzo Piraino, in via Butera (la richiesta di variante al Comune era stata presentata dalla società immobiliare Piraino). Stessa sorte per palazzo ex Satris, che si trova tra corso Vittorio Emanuele, via dei Bottai e via del Parlamento. La richiesta di cambio di destinazione d'uso (per residenza collettiva) è stata presentata dalla società Italia Immobiliare. Non sono mancate le polemiche invece per l'approvazione della variante d'uso di palazzo Villafranca. È del 15 dicembre la delibera con cui l'Aula ha autorizzato l'utilizzo per attività alberghiera. L'immobile, che si trova tra piazza Bologni, via Panormita e vicolo Castelnuovo, è di proprietà della Curia arcivescovile di Palermo, frutto di una donazione da parte di una famiglia nobiliare, e per il quale sono in programma due linee di interventi: la ristrutturazione, che prevede la spesa di cinque milioni di euro e il restauro dell'archivio storico e della biblioteca diocesana per una spesa di tre milioni, la metà dei quali dovrebbe arrivare da un finanziamento della Regione che la Curia ha già chiesto. Nel corso della seduta del consiglio comunale la commissione consiliare urbanistica ha presentato un emendamento, integrato con un sub-emendamento, che ha escluso dalla variante il piano nobile del palazzo, «per il quale resta confermata come unica destinazione d'uso quella culturale e museale». Concluso il periodo di pubblicazione delle delibere di variante all'albo pretorio ci sono dieci giorni di tempo per le eventuali osservazioni da parte dei cittadini che verranno prese in esame dal Consiglio comunale. Successivamente, e quindi a metà gennaio, il provvedimento passerà all'esame dell'assessorato regionale al Territorio e ambiente per l'approvazione del decreto di variante che farà scattare la concessione. Altri imprenditori hanno intanto contattato gli uffici del Centro storico annunciando li voler presentare a breve istanze per realizzare nuovi alberghi. Tra questi immobili ci sono anche Palazzo De Seta in viale Umberto I, alla Kalsa, e Palazzo Moncada in piazza San Domenico.