La discarica di Malagrotta chiuderà a metà 2012 Polverini: tempi tecnici, stiamo già lavorando per i nuovi siti A metà gennaio l'idoneità di Corcolle, poi il bando di gara Ora è ufficiale, lo ha detto anche il prefetto Giuseppe Pecoraro, commissario straordinario per la chiusura di Malagrotta, nel corso dell'audizione di fronte alla commissione parlamentare sulle ecomafie. Come anticipato nei giorni scorsi da Il Messaggero, Pecoraro conferma che la discarica più grande d'Europa sarà prorogata di altri sei mesi. Almeno, ha sottolineato Pecoraro. Aggiungendo notizie sull'apertura delle due discariche provvisorie - Corcolle a luglio, Quadro Alto (Riano) addirittura un mese dopo - non proprio rassicuranti. E questo malgrado l'Unione europea abbia già attivato una procedura d'infrazione per Malagrotta e il gestore della discarica, l'avvocato Manlio Cerroni, abbia già detto che non c'è più posto. Non solo: leggendo fra le righe quanto ha dichiarato Pecoraro, una parte dei rifiuti che arriva a Malagrotta continua a non essere trattata (e quindi non ne viene ridotto nè l'impatto nè le dimensioni). Lo stesso prefetto fa sapere che serve un quinto impianto di Tmb (trattamento meccanico biologico) che dovrà essere realizzato da Ama e Acea. Intanto, in Consiglio regionale è proseguito il dibattito sul piano dei rifiuti, ma visto che da lunedì inizierà l'esame della manovra, l'approvazione è slittata al 22 dicembre. Ieri sera Renata Polverini ha minimizzato: «Il prefetto ha detto che Malagrotta va in proroga ma stanno già iniziando le attività per la sistemazione dei nuovi siti. I tempi sono quelli tecnici. Con questo gesto si dà la garanzia all'Europa che comunque si sta andando verso la chiusura di Malagrotta. Se si tratta di aspettare qualche settimana, si aspetterà». Cosa ha detto Pecoraro? «La discarica di Malagrotta sarà prorogata per almeno altri sei mesi. Con i tecnici della Regione si sta valutando se sia possibile conferire ancora tal quale a Malagrotta». Attenzione, proprio perché a Malagrotta arrivano rifiuti non trattati, tal quali, l'Unione europea aveva attivato la procedura d'infrazione. Pecoraro: «Ho però invitato il Comune di Roma a potenziare i due impianti di Tmb - si tratta di quelli di Rocca Cencia e Salaria - in modo da avere, insieme agli altri due di Colari - a Malagrotta -, quattro impianti di Tmb che lavorano a pieno regime». Eppure già l'ordinanza del presidente Polverini, che sei mesi fa ha firmato la proroga a Malagrotta, imponeva di fare andare a pieno regime gli impianti di pre trattamento. Stando alle parole del prefetto, questo non è avvenuto. Che tempi ci sono per l'apertura delle due discariche provvisorie che dovrebbero restare in funzione 36 mesi in attesa della realizzazione degli impianti definitivi (a Fiumicino, anche se ancora non è partito nulla)? Pecoraro ha spiegato ai parlamentari della commissione: «A metà gennaio dovremmo avere l'esito delle verifiche per avere definitivamente l'idoneità del sito di Corcolle. Entro fine gennaio, quindi, dovremmo avere il bando di gara. Tra luglio e settembre saranno conferiti i rifiuti. Per questo ho parlato di sei mesi di proroga per Malagrotta mentre per Riano a distanza di un mese al massimo. Stiamo andando avanti parallelamente con i due situ». Critiche durissime da Lorenzo Parlati, Legambiente: «Scandaloso, il commissario serve a prorogare ancora una volta Malagrotta, ad aprire nuove discariche a Corcolle, Riano, Fiumicino e chissà dove altro, a saltare le gare. Basta, si chiuda il commissariamento e si apra la stagione della responsabilizzazione degli enti locali per riduzione, riuso e differenziata». Sinistra ecologia e Libertà: «Quando il piano dei rifiuti sarà approvato, Roma sarà coperta di manifesti del centrodestra che saluteranno l'obiettivo raggiunto. In realtà, i risultati concreti saranno pari allo zero».