Nuovo corso e austerità con un budget di 8 milioni, aspettando la fondazione La trasformazione in fondazione registra un altro passo avanti: domani, promette l'assessore Gasperini, sarà varata la delibera istitutiva. Ma in attesa di questo riassetto, che dovrebbe portargli l'innesto vitale di progetti e investimenti privati, il Macro ridisegna immagine e cartellone per l'anno di transizione che verrà. E per il budget, non troppo ricco, che il comune gli ha messo a disposizione: 6 milioni di euro per tenere in funzione la macchina molto costosa, 2 milioni per la benzina delle attività che deve farla camminare. Al direttore esordiente Umberto Pietromarchi il compito di presentare le novità rispetto alla precedente gestione. Il museo comunale rinuncia all'atmosfera frizzante, complice e a volte modaiola, fondata su una moltiplicazione a pioggia di piccoli e medi eventi, con cui in un anno e mezzo di presenza il direttore uscente Luca Massimo Barbero era riuscito a raddoppiare il proprio pubblico, per attrezzarsi in modo più austero e, almeno sulla carta, più ortodosso, a dialogare e a funzionare come laboratorio d'incontro tra artisti, galleristi, collezionisti, istituzioni che si muovono sulla piazza di Roma e nel circuito internazionale. E ad esplorare i nuovi linguaggi del contemporaneo, che attraversa una fase di espansione, ma anche di forte confusione. Traguardi che Pietromarchi intende raggiungere sfruttando la collaborazione di tre nuovi partner: il festival della fotografia che porterà in dote alle collezioni del Macro i lavori di grandi maestri acquisiti nella sua ultradecennale vita e renderà più stabile la propria attività, il festival Roma Europa che naviga tra danza, musica e teatro, e l'Istituto europeo di Design che sarà coinvolto negli allestimenti e nella cura della documentazione video del diario di bordo del Macro. Utilizzando la spinta di quattro nuovi curatori: Marco Delogu perla fotografia, i critici Stefano Chiodi e Maria Ali-cata cui è affidato il setaccio degli artisti, e il greco Miltos Mantelas, ingaggiato per coinvolgere la platea virtuale e dispersa di Internet, cui conta tra le tante sorpresa di dedicare una sorta di quotidiano tutto da costruire. E infine varando un programma di residenze d'artisti che chiama alla ribalta nel corso dell'anno come ospiti e animatori, cui il Macro pagherà i quattro mesi di soggiorno romano, due autori italiani, Carola Bonfili e Luigi Presicce, e due stranieri, l'inglese Graham Hudson e il peruviano Ishmael Randall Weeks, scelti attraverso un bando di concorso, lanciato, a dire il vero, senza troppa risonanza. Senza grandi acuti e a maglie più larghe l'attività espositiva, meno nomi in locandina, ma mostre impostate con più respiro: a marzo il rumeno Mircea Cantor, il lombardo Marcello Maloberti e, a contorno, un video di Christian Jankowski, una passerella per i tesori della collezione Berlingieri, una delle più prestigiose raccolte private d'arte contemporanea d'Italia, e un doveroso omaggio a Vettor Pisani, protagonista della scuola romana anni '60, da poco tragicamente scomparso; a maggio una grande collettiva intitolata Re-generation e un'antologica di Marco Tirelli, grande firma della scuola di S.Lorenzo, a Testaccio; a settembre il festival della fotografia al Mattatoio; a novembre un'altra collettiva di talenti emergenti. Nei prossimi giorni in cartellone gli ultimi due scampoli della precedente gestione: una mostra curata da Ludovico Pratesi e l'ospitalità concessa ai settori letteratura e video del festival del Mediterraneo.
Roma. Il Macro si ripensa tra foto e Internet
Il comune di Roma ha varato la delibera istitutiva per la trasformazione del Macro in fondazione. Il nuovo corso è caratterizzato da un budget di 8 milioni di euro, aspettando la fondazione. Il direttore esordiente Umberto Pietromarchi ha presentato le novità rispetto alla precedente gestione, che si è concentrata su eventi frizzanti e a volte modaioli. Il nuovo corso si concentra su un approccio più austero e ortodosso, con la collaborazione di tre nuovi partner: il festival della fotografia, il festival Roma Europa e l'Istituto europeo di Design. Il Macro presenterà anche un programma di residenze d'artisti e mostre impostate con più respiro, con artisti italiani e stranieri.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo