Sparita la cordata privata. Al via l'esame tecnico si fa strada l'ipotesi di una ripetizione del bando LUCCA. Un solo progetto per trasformare il mercato del Carmine in un complesso commerciale che punti alla valorizzazione dei prodotti locali, anche attraverso l'apertura di ristoranti a chilometri zero. A presentare la proposta di recupero della struttura è stata Polis, la società partecipata dal Comune a forte vocazione immobiliare. Nessun progetto, invece, è arrivato dalla cordata privata che aveva come capofila un'impresa del Nord Italia: questo significa che se la proposta di Polis non venisse ritenuta adeguata, il Comune dovrebbe pubblicare un nuovo bando per trovare soggetti in grado di accollarsi i costi di restauro del complesso. E, così, si sarebbero persi altri due anni. Per capire che cosa succederà del mercato storico e della gara in corso, però, c'è da aspettare ancora qualche settimana. Ieri, infatti, la commissione presieduta dal dirigente ai lavori pubblici, Paolo Nocchi, e dal dirigente alle attività produttive, Gabriele Montagnani, ha aperto la busta con la proposta tecnica inviata da Polis. Per l'esame approfondito e la valutazione anche dell'offerta economica, però, tutto è rimandato a dopo il periodo natalizio. Quello che è certo è che per il recupero del mercato del Carmine il Comune e la stessa Polis hanno speso energie e soldi. Già l'anno scorso, a novembre, dopo mesi di studi e rilievi, è stato presentato il master plan per il recupero del Carmine, con annessa chiesa sconsacrata. Il master plan, poi, è passato in consiglio comunale e, infine, a gennaio l'intervento è stato inserito nella variante adottata al piano strutturale e al regolamento urbanistico, finita al centro dell'inchiesta della Procura sulla presunta corruzione nella pubblica amministrazione. Se il piano di trasformazione del Carmine sia il migliore è tutto da vedere. Infatti, in un primo momento, a primavera, si erano fatti avanti tre gruppi per il sopralluogo allo storico mercato dove, oltre alle botteghe tradizionali, è previsto (al primo piano) un hotel du charme, botteghe di artigianato artistico, negozi e ristoranti. Per la precisione, al piano terra dell'ex convento del Carmine potranno essere aperte solo attività commerciali, attività di artigianato di servizio e di artigianato di produzione; al primo piano potrà essere realizzato il piccolo albergo (una ventina di posti letto) e potranno essere previste altre attività commerciali; in un eventuale piano soppalcato dovranno essere previsti ancora negozi mentre nel piano interrato sono previsti magazzini e celle frigorifere. Infine, nella ex chiesa è previsto un negozio di media distribuzione che non deve intaccare l'architettura del luogo, come evidenziato dalla Sovrintendenza che da tempo suggerisce al Comune di investire nello storico mercato almeno una parte dei fondi europei ottenuti per realizzare un anfiteatro per spettacoli in piazzale Verdi. Il suggerimento è stato ignorato, anche perché i costi di questi interventi saranno tutti a carico del concessionario che, per un canone annuo minimo di 200mila euro, potrà gestire la struttura per un massimo di 40 anni. Sempre che il Comune decida di assegnarla a Polis, senza tentare la via di una nuova gara, come gli consentirebbe anche il bando.