La Novamusa contesta lesclusione. Lassessorato: "Con loro un contenzioso aperto da 30 milionI Missineo: "Grave danno per tutta la Sicilia, dovremo attendere mesi per il rilancio" Tra i concorrenti ci sono aziende che hanno lavorato al Guggenheim e alla Biennale Stop al mega bando per laffidamento ai privati dei servizi aggiuntivi dei beni archeologici e culturali siciliani. Ieri il dirigente generale del dipartimento, Gesualdo Campo, ha sospeso «in autotutela» uno degli avvisi più attesi e sul quale il governo Lombardo aveva puntato molto. «Siamo stati costretti a farlo a causa del ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa presentato da Novamusa, società che abbiamo escluso dal bando perché ha in atto un contenzioso da 30 milioni di euro con la Regione», dice Campo. Per lassessore ai Beni culturali, Sebastiano Missineo, «il ricorso e il conseguente ritiro del bando causano un grave danno alla Sicilia»: «Di fatto dovremo ancora attendere mesi per chiudere un bando sul quale puntiamo molto per rilanciare i nostri siti archeologici e museali», dice Missineo. Novamusa è una delle vecchie società che da anni gestisce i servizi aggiuntivi di siti fiore allocchiello dellIsola, dal Teatro antico di Taormina allarea archeologica di Selinunte e Segesta, passando per la Neapolis e il museo Paolo Orsi di Siracusa. La società dal 2008 ha in corso un contenzioso con lamministrazione regionale. «Secondo i nostri parametri, quanto ci è stato versato non corrisponde ai biglietti venduti», dice Campo. La società, sul fronte opposto, lamenta mancati investimenti sui siti. Il risultato è che questanno la Regione non ha incassato ancora un solo euro dai siti gestiti da Novamusa: «Siamo arrivati a un contenzioso che stimiamo in 30 milioni di euro - dice Missineo - adesso non solo nel 2011 non abbiamo incassato un euro da siti importanti come il Teatro antico di Taormina, ma ci hanno bloccato anche la gara per laffidamento ai privati dei servizi aggiuntivi». Novamusa è stata estromessa dalla gara proprio per il contenzioso in atto e ha presentato un primo ricorso al Tar: il Tribunale amministrativo però non lha accolto, da qui limpugnativa al Cga da parte della società privata. «Eravamo pronti ad aprire le buste con le offerte economiche, ma la legge cimpone di sospendere tutto se ci sono ricorsi pendenti da parte di società escluse», dice Campo. A presentare offerte per la gestione dei siti siciliani sono state società di livello nazionale, che hanno lavorato per la Biennale e il Peggy Guggenheim di Venezia, e gruppi finanziari come la Global events management e Civita servizi, che tra i suoi soci ha Cinecittà e le case editrici De Agostini, Giunti e Mario Ciancio Sanfilippo. Per alcuni lotti non è arrivata alcuna domanda, come per i siti di Caltanissetta e provincia e per quelli di Ragusa. Il motivo? Basta guardare gli incassi medi degli ultimi tre anni: larea archeologica di Sabucina ha una media 50 euro allanno, il museo di Gela di 5.386 euro, quello di Marianopoli 217 euro.
SICILIA - Servizi nei musei, stop al bando gara bloccata da un ricorso al Cga
La società Novamusa ha presentato un ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa contro l'esclusione dal bando per la gestione dei servizi aggiuntivi dei beni archeologici e culturali siciliani. La società ha un contenzioso da 30 milioni di euro con la Regione. Il dirigente generale del dipartimento ha sospeso il bando a causa del ricorso. Il presidente del consiglio di giustizia amministrativa ha dichiarato che il bando è stato sospeso a causa del ricorso al Tar. Le società che hanno presentato offerte per la gestione dei siti siciliani sono state società di livello nazionale e gruppi finanziari.
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