La Regione e i beni culturali Il dipartimento Protezione civile è intervenuto con 180 mila euro Il Tempio C di Selinunte perde limpalcatura che per dodici anni lo ha ingabbiato. Un anno fa lassessore ai Beni culturali della Regione, Missineo, ha accelerato sulla conclusione dei restauri facendo intervenire la Protezione civile, che con una spesa di 180 mila euro ha concluso lintervento di recupero. Ma sul fronte dei beni culturali la Regione registra una battuta darresto: un ricorso al Cga ha bloccato il bando per la gestione dei servizi nei musei e nei siti archeologici, al quale avevano partecipato imprese di livello nazionale. La Novamusa, che con la Regione ha in atto un contenzioso milionario per gli incassi, contesta la sua esclusione dalla gara. Dopo dodici anni, via i ponteggi dal tempio C di Selinunte. Negato alla vista per tanto tempo, torna finalmente visibile uno dei templi meglio conservati di Selinunte, e tra i più maestosi, dedicato ad Apollo. Un recupero che ha visto la sinergia tra il parco regionale di Selinunte e la Protezione civile, e che adesso, ad un anno di distanza dallo stanziamento dei fondi, vede lo smontaggio delle strutture metalliche che stravolgevano architetture e paesaggio. I risultati dei lavori saranno presentati lunedì alle 11 al Baglio Florio di Selinunte. Lassessore ai Beni culturali Sebastiano Missineo dice: «Le impalcature sono state smontate, vogliamo dare un segnale di attenzione per luoghi così importanti. Il Parco ha la sua autonomia, sempre più auspicabile, per riuscire a risolvere velocemente le questioni che lo riguardano». Sollecitato il dipartimento regionale della Protezione civile, intervenuto con un budget di 180 mila euro, i lavori nellarco di un anno sono stati condotti a termine. Dellimpalcatura lì in piedi da dodici anni se ne erano occupati anche Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo nel loro libro "Vandali", sugli scempi a danno delle bellezze dItalia. Caterina Greco, responsabile del parco archeologico di Selinunte, racconta quali sono stati i risultati raggiunti: «Rimosse le impalcature, sono stati condotti recuperi sul colonnato nord del tempio C, specie su due capitelli per i quali erano necessari interventi di somma urgenza. Il degrado era dovuto allesposizione ad agenti atmosferici, ma soprattutto ai pregressi interventi di restauro, che non avevano fatto altro che aggravare la situazione». Nel 1926 lintervento di Valenti pose in opera delle strutture di ferro, alle quali successivamente, tra gli anni Settanta e Ottanta si aggiunsero le barre di acciaio inox collocate allinterno delle colonne. Dice Caterina Greco: «Eliminati i ferri arrugginiti, sistemate le parti mancanti e le lacune evidenti, le parti in inox sono state celate con tappi di graniglia bianca legate a resina. Le strutture sono caratterizzate da totale reversibilità, conservando quanto presente senza porre in atto soluzioni che potrebbero limitare scelte future». Per questo motivo il tempio C vede la presenza in alcune parti dei capitelli di alcune "graffette" di acciaio, che permetteranno eventuali nuovi interventi in caso di necessità, oltre a costituire un apparato visibile cui riferirsi, come una sorta di manuale di restauro a cielo aperto. Accantonate, almeno per il momento, le polemiche sulla ricostruzione del tempio G, progetto che ha scatenato commenti negativi dei maggiori studiosi di archeologia, nel frattempo si è pensato a nuovi finanziamenti, con un progetto sul Po Fesr per i templi C e E, per un importo di 2.685.000 euro. I nuovi lavori che prenderanno il via il prossimo anno, la cui durata prevista è di due anni, vedrà la presenza di nuovi ponteggi, che però questa volta, saranno resi fruibili al pubblico, come spiega la responsabile del Parco: «Faremo visite a cantiere aperto e ponteggi agibili per i turisti, per poter vedere i capitelli e le colonne da vicino, da una prospettiva totalmente inedita. E per poter ammirare un paesaggio che dallalto è straordinario».