Nel refettorio di Santa Maria delle Grazie solo 4 microgrammi di pm10 Un potente sistema di filtri protegge il capolavoro dalle polveri sottili L'Ultima Cena non è a rischio. L'emergenza smog stringe Milano, non il refettorio di Santa Maria delle Grazie. Nonostante lo smog incalzi, il capolavoro di Leonardo Da Vinci ha un'aspettativa di vita ancora secolare. Merito del sistema di filtraggio e trattamento dell'aria predisposto nella sala dove è esposta l'opera. I risultati ottenuti grazie ai potentissimi filtri «Hepa», installati sia fuori che dentro il refettorio, sono stati resi noti ieri, alla sede dell'Ambrosianeum, da Constantinos Sioutas, docente dell'Università della California del Sud che ha esaminato il quantitativo di particolato rimasto impigliato nei filtri che proteggono il Cenacolo. A sintetizzare l'esito delle analisi ecco Giovanni Invernizzi e Ario Ruprecht, direttore tecnico e scientifico del «Laboratorio di ricerca ambientale Simg-Isde» di Milano. «NELLE CASE milanesi spiegano entra il 70 per cento dello smog presente all'esterno. Nel refettorio di Santa Maria delle Grazie, invece, viene trattenuto il 90-95 per cento del particolato. Dalle rilevazioni condotte nell'ultimo anno emerge che la media di pm10 presente nella sala in cui è conservata l'opera è di 4 microgrammi per metro cubo, a fronte, come noto, di una soglia di allarme per la salute umana fissata a 50 microgrammi». Non solo. «La soglia d'allarme per le opere d'arte continua Invernizzi è fissata a livello internazionale a 10 microgrammi, un valore, questo, che in Santa Maria delle Grazie si raggiunge solo come picco massimo durante i giorni peggiori dell'anno dal punto di vista dell'inquinamento». Lunga vita al Cenacolo, insomma. «Esperienza come queste, devono essere prese a modello dice Caterina Bon Valsassina, direttrice regionale dei Beni Culturali e paesaggistici della Lombardia : dobbiamo passare dalla logica del restauro alla logica della conservazione delle opere d'arte». Né la Valsassina né il sovrintendente Alberto Artioli ritengono necessario prendere, al momento, ulteriori provvedimenti a tutela del capolavoro leonardesco. «Meglio di così, quanto a tutela e conservazione, non si può umanamente fare» dice la direttrice regionale dei Beni Culturali. «Il sistema di filtri, del resto, costa circa 500 mila euro all'anno. I fondi del governo sono sufficienti, finché non si rompe il motore delle apparecchiature». «Lo stato di conservazione dell'opera è più che ottimale, l'annerimento da polveri sottili è lentissimo dice Artioli . Chiudere il Cenacolo alle visite? Non scherziamo». La tecnologia. A proteggere l'opera dal particolato e dalle sostanze nocive presenti nell'ambiente è un sistema di filtri «Hepa» che costa ogni anno circa 500 mila euro nuova misura Per migliorare ulteriormente te condizioni di conservazione si dovrebbe piantumare del verde all'esterno del refettorio