Internet e tecnologie mobile al servizio del patrimonio artistico per valorizzare i beni culturali. Una strada per cavalcare la crescente domanda di residenti e turisti La spesa turistica internazionale è triplicata negli ultimi due decenni, ma il Paese perde colpi. Con i suoi 47 siti Unesco e il più grande patrimonio d'arte al mondo, l'Italia possiede un tesoro unico. Secondo dati recenti diffusi dall'Istat aumenta la capacità media di spesa degli italiani in attività di intrattenimento e cultura (circa 107 Euro al mese procapite). Raddoppia il numero dei turisti provenienti dalle aree Bric, i nouveaux riches del gran tour contemporaneo attratti sicuramente dallo stile "dolce vita" di Portofino-Capri-Cortina, dalla buona tavola e dal buon gusto ma anche dalla grandiosità di un Colosseo e dalle vivide tele di un Caravaggio. Quello stesso Caravaggio che un anno fa tenne a battesimo una mostra alle Scuderie del Quirinale a Roma facendo il pieno di ingressi (quasi 600mila visitatori) e riscuotendo un tale successo che da allora l'artista è diventato il vessillo dell'arte italiana all'estero tanto da aver dato vita a una vera e propria tourné in diverse tappe. Mentre i visitatori formavano una lunga fila in attesa di accedere alla biglietteria, a nessuno venne in mente di fornire una guida consultabile attraverso gli smartphone che suggerisse percorsi alternativi nelle chiese di San Luigi dei Francesi o di Santa Maria del Popolo custodi di alcuni capolavori del maestro. Opere oltretutto collocate nel luogo per il quale furono concepite, fruibili gratuitamente. Le tecnologie digitali offrono strumenti per facilitare l'accesso all'informazione anche in mobilità e la costruzione di itinerari di visita individuali. Ma occorre che i dati siano accessibili. Tanto per fare un esempio, sappiamo tutti dove si trovi la Gioconda di Leonardo, ma quanti sanno collocare il disegno del corpo maschile iscritto nel cerchio, il famoso uomo vitruviano del maestro lombardo? (si trova presso le Gallerie dell'Accademia di Venezia). La spiegazione va trovata nell'eccessiva abbondanza dell'offerta e forse anche in una comunicazione legata al lancio di eventi temporanei ma che non tiene in conto delle esigenze dell'utente finale. Mettere a sistema, fare rete, creare progettualità intorno alle bellezze artistiche del nostro patrimonio porterebbe un immenso beneficio per tutti. Piccoli centri si sono accorti del fenomeno e guardano all'arte come leva per innescare sviluppo e crescita: Cortona, Caserta e Cividale del Friuli sono un esempio. Servono risorse per affrontare la nuova sfida che porti l'arte e le opere lì dove oggi gli interessi individuali si aggregano: Internet ad esempio, e perché no nelle terre virtuali dei social network. In ballo ci sono cifre da capogiro: secondo Unioncamere l'industria culturale nel nostro paese ha superato i 68 miliardi di Euro, pari al 4,9 del Pil. Secondo l'Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite, la spesa turistica internazionale è triplicata negli ultimi due decenni. Ma l'Italia perde colpi e il contributo del turismo alla crescita del prodotto diminuisce: il patrimonio artistico che secondo il World Economic Forum è il forte attrattore a livello internazionale, va valorizzato. La strada per avviare un nuovo Rinascimento deve partire da questo.