Sabato l'inaugurazione, ecco l'anteprima Finito il primo cantiere, sabato il sottosegretario Cecchi inaugura le sale dei pittori stranieri e l'ingresso provvisorio Nuovi Uffizi nel blu Ambienti raccolti, colore d'effetto, illuminazione essenziale E la «firma» di Natalini, la torre di scale in pietra di luna Le otto stanze non superano i trenta metri quadrati e formano una sorta di «T» Scontano oltre un anno di ritardo, ma ecco il primo segno visibile al pubblico di ciò che saranno i Nuovi Uffizi. Si è tanto scritto in questi anni dei lavori a rilento (il cantiere è stato consegnato circa cinque anni e mezzo fa), della loggia di Isozaki finita nel dimenticatoio, dei soldi del secondo lotto che devono essere trovati fino alle vecchie polemiche su come si è arrivati all'approvazione di un progetto e su una gara d'appalto ferita da un ribasso stratosferico (il 43,78), quasi un record per un appalto pubblico. Però ci siamo. Sabato sarà il sottosegretario del ministero ai Beni Culturali Roberto Cecchi a tagliare il nastro delle nuove otto sale dedicate ai pittori stranieri. E soprattutto, vista l'imponenza, la grande torre di cemento armato proprio dietro la Loggia dei Lanzi. Il primo dei due collegamenti verticale (l'altra torre i cui lavori non sono ancora partiti sarà il gruppo di scale e ascensori sull'ala di Levante della galleria, dalla parte di via della Ninna) che porta un tratto di architettura molto forte (il tratto di Adolfo Natalini), di grande impatto e che probabilmente farà discutere i contemporanei amanti di architetture leggere, delicate, quasi sospese. Farà discutere forse anche il blu oltremare che è stato scelto per colorare le otto sale (che poi alla fine sono nove, perché una è divisa da una sorta di separé). Un colore innovativo che contrasta molto con il tradizionale pavimento in cotto e le rifiniture in pietra serena. Un effetto niente male a dire la verità che sembra conciliarsi con i toni cupi dei pittori stranieri. Le otto (nove) sale che ospiteranno i dipinti dei pittori stranieri del Cinquecento, dai fiamminghi agli spagnoli e che formano una sorta di «T», sono in realtà piccole stanzette, che non superano i 30 metri quadrati. Piccole, come piccoli sono i quadri degli stranieri. Gli spazi che saranno inaugurati sabato consentiranno anche una diversa sistemazione delle opere all'interno della Galleria come ad esempio l'ingresso dentro al museo di quei capolavori che finora non hanno trovato spazio e sono rimasti sempre custoditi nei depositi. Le nuove sale sono figlie di un progetto su cui ci sono state discussioni e divisioni tra architetti e storici dell'arte. Un progetto più povero di quello che sarebbe potuto essere, ma che ostacoli, polemiche, burocrazie di ogni genere avevano fatto rinviare per più di sessant'anni da quando, nel 1945, Carlo Ludovico Ragghianti, sottosegretario alla Pubblica Istruzione, voleva già liberare l'ala nord dall'Archivio di Stato per creare i «Grandi Uffizi». Un progetto che a qualcuno che ha già visitato le nuove sale prossime all'inaugurazione ha fatto dire: «Certo si poteva fare di più» riferendosi ad esempio ai «binari» di faretti che illuminano sale e opere e bocchette per l'aria condizionata e controsoffitti in cartongesso in bella vista. La svolta però anche se in forte ritardo c'è stata. E il segno più importante è la torre di scale e ascensori che copre i quattro piani dell'ala di ponente. Una torre in pietra di luna (una pietra indiana simile all'arenaria per colore, ma più compatta) con gli scorrimano delle scale che sono in realtà tubi fluorescenti e che sta dietro la Loggia dei Lanzi, nel vuoto del cortile dei cosiddetti «portalettere» che ora di fatto è stato assorbito nel museo. Per ora sarà sfruttata solo per la prima rampa, fino al corridoio di ponente degli Uffizi per poi scendere al piano nobile e visitare le nuove sale degli stranieri e da lì risalire fino al secondo piano per avviarsi all'uscita. Solo quando saranno terminate le sale della «infilata» interna del piano nobile verso l'Arno, i visitatori potranno accedere direttamente al percorso della Galleria che oggi ospita le mostre temporanee. Ci sarà ancora da aspettare, come ormai da anni si contano i ritardi di una delle opere più importanti d'Italia. Ma finalmente ci siamo. Ecco il primo assaggio dei Nuovi Uffizi.
Le prime otto stanze dei Nuovi Uffizi blu
Sabato, il sottosegretario Cecchi inaugurò le nuove sale dei pittori stranieri e l'ingresso provvisorio dei Nuovi Uffizi. Le otto sale, dedicate ai pittori stranieri del Cinquecento, sono piccole, con meno di 30 metri quadrati, e formano una sorta di T. Le opere sono state sistemate in modo diverso rispetto al passato, consentendo l'ingresso di alcuni capolavori che non avevano trovato spazio. La torre di scale e ascensori, progettata da Adolfo Natalini, copre i quattro piani dell'ala di ponente e sarà utilizzata per la prima rampa fino al corridoio di ponente degli Uffizi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo