Domenica mattina il successore di Galan visiterà gli Scavi. «Al più presto la ratifica della convenzione Ue» Pompei e San Carlo, il «debutto» di Ornaghi Il nuovo titolare del dicastero: creare presto un nuovo rapporto tra pubblico e privato Il ministro dei Beni culturali atteso a Napoli per il weekend: «Settore sempre più strategico» Prima il Tempio della lirica, poi i resti dell'antica città romana. Intenso fine settimana napoletano per il ministro ai Beni Culturali Lorenzo Ornaghi che sarà sabato sera al Teatro San Carlo e domenica mattina a Pompei. Invitato da Salvatore Nastasi insieme ai ministri della Giustizia Paola Severino, degli Interni Annamaria Cancellieri, e della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi, Ornaghi assisterà alla prima della «Messa da Requiem» di Giuseppe Verdi diretta da Riccardo Muti, che chiuderà i festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Domenica mattina, invece, sarà agli Scavi per la sua prima visita da ministro. Pompei, dunque, resta tra le priorità del governo. Galan aveva scelto gli Scavi per la sua prima uscita pubblica, il suo successore li visita a meno di un mese dalla sua nomina. «Siamo in un momento in cui considerare la cultura cane una risorsa non è solo essenziale ma costitutivo di uno sviluppo in termini diversi. Ciò che è Bene non va solo tutelato ma anche promosso» ha detto proprio ieri il ministro parlando alla commissione Cultura del Senato. A proposito dei tre ddl di riforma in materia di restauratori, sui reati contro il patrimonio culturale e sulla qualità architettonica, Ornaghi ha detto di auspicare «il massimo accordo possibile» per arrivare a un testo unificato. Nei piani del ministro l'Italia dovrebbe poi firmare al più presto la ratifica della Convenzione Europea per la protezione del patrimonio archeologico, che il nostro Paese insieme a pochi altri - «che però non hanno l'immenso patrimonio archeologico che possiede l'Italia» - non ha ancora attuato. Infine, intervenendo al convegno di Italiadecide Ornaghi ha indicato in un nuovo rapporto tra pubblico e privato, in una semplificazione delle procedure e in una più organica e sistemica visione di insieme nella gestione, le tre urgenze dei beni culturali del nostro Paese. «Quello che occorre - ha detto il ministro - è «un'articolazione diversa dei rapporti tra Stato, Regioni e Comuni, così come deve nascere un rapporto diverso tra pubblico e privato". 105 I fondi Ue. Sono 105 i milioni con i quali l'Unione Europea intende finanziare il recupero degli Scavi di Pompei, sulla base di un plano firmato tra gli altri da Roberto Cecchi, attuale sottosegretario ai Beni culturali. Il via libera di Bruxelles dopo le emergenze crolli 200 I fondi degli sponsor. Il Consorzio francese La Defense, che riunisce 2500 imprese, ha garantito a Pompei l'afflusso di circa 10-15 milioni l'anno per vent'anni: l'impegno è stato sottoscritto a fine novembre a Parigi. Altri investimenti, ma per opere extra-moenia, sono assicurati da Imprese italiane 80 Il personale. Si attendono tra gli 80ei 100 nuovi assunti, nella Soprintendenza di Pompei, in base agli impegni presi durante il governo Berlusconi prima dal ministro Biondi e poi dal suo successore Galan. Servono architetti, archeologi, ma anche tecnici e operai