Il comandante del nucleo Tutela del patrimonio culturale: calano furti e scavi abusivi, ma restano troppi Calano ancora i furti di opere re d'arte ma l'allarme deve ancora restare alto, soprattutto per le chiese e gli scavi archeologici. Per questo gli investigatori dei carabinieri chiedono più mezzi e, soprattutto, più efficaci strumenti legislativi per combattere le "archeomafie". Già perché, come ci conferma il generale Pasquale Muggeo, comandante dei carabinieri Tutela patrimonio culturale, «sta crescendo il ruolo della criminalità organizzata e non a caso il traffico di opere d'arte è per le mafie l'attività più lucrosa dopo il traffico di stupefacenti». E alla richiesta dell'Arma il ministro per i Beni e le Attività culturali, Lorenzo Ornaghi risponde positivamente, in primo luogo definendo «opportuno» un aumento degli organici, poi sottolineando la necessità di «eliminare gli ostacoli giuridici per meglio combattere una criminalità sempre più transnazionale». Proprio per questo, ha aggiunto l'ex rettore della Cattolica, «spero che il disegno di legge delega che contiene anche gli inasprimenti di pena sia discusso al più presto dal Senato». Nel frattempo, però, sottolinea «il reparto dei carabinieri sta vincendo la sua sfida e davvero i doni che ha messo sotto l'albero di Natale degli italiani sono tanti». Il riferimento del ministro è agli ottimi risultati raggiunti nell'anno in corso: 1.042 persone deferite all'autorità giudiziaria in stato di libertà e 11 in stato di fermo o di arresto in flagranza; 535 perquisizioni effettuate; 25mila 964 beni antiquariali, archivistici e librari e 34mila 612 reperti archeologici recuperati; 5.206 falsi e 42 beni paesaggistici sequestrati. «È stato un anno veramente importante», ha sottolineato Muggeo osservando che negli ultimi 5 anni si è registrata una costante diminuzione sia del numero di furti di beni culturali (-35, confermato dal -16,4 del 2011), sia del numero di scavi clandestini accertati (-80). Anche se gli 817 furti denunciati nel 2010 e i poco meno di 800 del 2011 rimangono troppi, così come i 48 scavi clandestini scoperti. Proprio per questo, sottolinea il generale, di fronte a «un'organizzazione complessa che sta dimostrando sempre più i suoi appetiti, l'attenzione deve essere alta ma soprattutto deve essere corale, transnazionale». Buoni risultati «sta dando la firma di protocolli di intesa con musei stranieri, soprattutto privati, per crea deterrenza sulla domanda». Ma, insiste Muggeo, «fondamentale è l'approvazione del disegno di legge delega, soprattutto perché l'inasprimento delle pene è funzionale a utilizzare nuovi strumenti investigativi». In particolare «la possibilità realizzare dei "siti civetta", mutuando il sistema dal contrasto alla pedofilia che sta dando ottimi risultati. Infatti molte opere d'arte viaggiano su Internet e poter realizzare tali siti ci aiuterebbe molto, così come la possibilità di usare agenti sotto copertura. Oggi non è possibile. Le nuove norme proprio con l'inasprimento delle pene che lo consentirebbero». È questo il "dono di Natale" che i carabinieri Tpc chiedono. Un dono importante perché, come ha affermato il ministro, «difendere il nostro patrimonio artistico è un esigenza di carattere morale e culturale. Perché il bene culturale è davvero un bene comune».