I dati del rapporto Cecchi sui Beni culturali Traguardi e lavori in corso Le fibre ottiche tengono docchio le tremila lesioni del Colosseo, i satelliti sorvegliano lassetto del Colle Oppio e della Domus Aurea, le proiezioni tridimensionali valutano la statica del Palatino e quella di ogni capitello, muro, colonna: è larcheologia di Roma ai tempi del digitale, una strumentazione futuribile applicata al nostro decadente passato. Mezzi preziosi, di supporto al lavoro minuzioso di schedatura dellesistente, dello "stato di salute" contenuto in "Roma archaeologia", terzo rapporto del commissario Roberto Cecchi, edito da Electa. Due tomi, quasi mille pagine, una miriade di schede, dati, informazioni che certificano il lavoro svolto fino a questo punto e nei quasi tre anni del commissariamento, iniziati nel giugno 2009. Sono 71 gli interventi realizzati per circa 30 milioni di euro, cantieri per il 45 ultimati già nel luglio scorso. Lidea conclusiva di Cecchi, a incarico prossimo alla scadenza (31 dicembre), è lesportazione di un metodo a livello nazionale, ora che è sottosegretario ai Beni culturali. Il rapporto è stato presentato allAccademia dei Lincei, relatori Eugenio La Rocca, Paolo Sommella, Francesco Dal Co, Giovanni Carbonara con Tullio Gregory. Si è ragionato soprattutto sullimportanza di una procedura che si è dimostrata efficace per Roma e di cui si auspica lesportazione al resto dItalia e alle sue "altre" criticità. Di Roma ha parlato in particolare il professor La Rocca, per molti anni sovraintendente comunale, in un excursus della tutela archeologica romana lungo mezzo secolo, ricordando, fra gli altri, il caso del Mausoleo di Augusto per il quale ha rivolto un appello al sottosegretario: nel 2014 ricorre il bimillenario della nascita di Ottaviano, e i lavori di risistemazione della piazza sono fermi. Come conservare, dora in poi il nostro patrimonio? Le linee guida (con particolare attenzione ai rischi sismici) sono tracciate, per il futuro non resterà che applicarle. Come accade nel "case study" del Tempio di Romolo, curato da un esteso gruppo di lavoro, di cui si definisce il rilievo geometrico, si delineano la sequenza stratigrafica e quella statica prima di tratteggiare il piano di manutenzione. Non cè dettaglio che sia trascurato, non un millimetro di intonaco o di pietra. A seguire, la schedatura di ciò che è stato fatto, dal Colosseo al Palatino, dai Fori imperiali alle Terme di Caracalla, dagli acquedotti alle Terme di Diocleziano. Chiude il volume un "cronoprogramma", con le scadenze assolte e quelle a venire. Tra gli altri: entro giugno al Colosseo sono previsti i rifacimenti della pavimentazione e le campionature dei restauri delle superfici in travertino oltre alla pulitura degli ambulacri mentre in primavera si dovrebbero concludere finalmente i lavori a Santa Maria Antiqua, e le terrazze della Domus Tiberiana saranno recuperate del tutto entro il gennaio 2013. In conclusione, non poteva mancare lattenzione alla fruizione: le targhe uguali in tutta larea archeologica centrale, lilluminazione che rispetta anche il "bisogno di buio" di certe zone della città, la segnaletica per i turisti. Per tutto, lidea di fondo è quella di uscire da ogni emergenza, intervenire restaurando solo quando ciò costituisca veramente la risorsa estrema, dopo la conoscenza, la tutela, la conservazione.