Invecchiavano le opere in ospedale con un macchinario per la radioterapia La banda aveva raggirato un nobile vendendogli cocci senza valore per 600mila euro Falsificavano opere darte, per lo più vasi antichi, utilizzando un macchinario per la radioterapia. Poi li vendevano come se fossero veri, a prezzi degni di una grande collezione. Associazione per delinquere, rapina aggravata, contraffazione di opere darte, truffa, lesioni personali aggravate. Sono questi i reati per cui, a seconda dei singoli casi, il nucleo di polizia tributaria ha arrestato, su disposizione della procura, una banda di falsari. Un gruppo ben organizzato che ruotava intorno a Edoardo David, archeologo stimato e consulente, tra laltro, anche della Sovrintendenza per i Beni Archeologici del Lazio. Era stato lui a trovare il "cliente" da spennare, Roberto Bilotti Ruggi dAragona, marchese appassionato dantiquariato che pianificava di mettere su un museo dedicato alla sua famiglia. Una "gallina dalle uova doro" a cui, tra il marzo 2009 e laprile 2010, sono stati venduti pezzi pregati, veri e falsi per 580mila euro. Con tecniche di ogni tipo che miravano non solo fare soldi, ma anche a "rubare", con il sistema delle permute, i pezzi pregiati che il nobile aveva per scambiarli, possibilmente, con altri contraffatti. In modo da massimizzare il guadagno. Per questo gli venivano presentati altri sedicenti nobili, facoltosi collezionisti, archeologi, antiquari. Tutto falso. Quattordici in tutto gli indagati, sette gli arrestati (gli altri erano meri prestatori dopera, aiutavano a confezionare i falsi). Oltre a David, sono finiti in manette lex pugile Massimo Monaco, Mariano Capomaggi, Enrico Corradi (antiquario di Aprilia che si spacciava per il curatore del museo locale e presidente dellArcheoclub), Massimiliano Congiu, Massimo Bordo e Enrico Diomedi, infermiere del 118. Era questultimo che, utilizzando un macchinario per la radioterapia di un ospedale in provincia di Roma, anticava i vasi per farli sembrare depoca. Una storia che ha permesso alla banda di fare su un gruzzolo da circa un milione di euro, tutti rubati, in vario modo alla vittima. Che, però, a un certo punto, nellaprile del 2010, dopo un anno passato ad acquistare opere false, ha iniziato a capire che qualcosa non andava. Troppe coincidenze strane. Quei vasi mandati ad analizzare e subito rivelatisi falsi e quellattenzione per unanfora antica raffigurante la vestizione di Achille che però lui, il marchese, non voleva cedere per nulla al mondo. Ma a cui è stato costretto a rinunciare quando, nellaprile del 2010, è stato vittima di una rapina nel suo palazzo in pieno centro storico, in via dei Pettinari. Due individui a volto scoperto che lo hanno prima selvaggiamente picchiato e poi derubato (i due sono stati poi identificati in Monaco e Capomaggi) dellanfora. A quel punto, il marchese ha capito che qualcosa non andava. E si è rivolto alle Fiamme Gialle che, coordinate dai pm Francesco Ciardi e Francesco Minisci, hanno avviato lindagine. Che ha portato al sequestro di oltre duemila opere originali e di oltre tremila contraffatte ma già pronte per la commercializzazione.
ROMA - Falsari darte, la gang dei raggi X
Un gruppo di falsari, guidato dallarcheologo Edoardo David, ha venduto pezzi di arte antica al marchese Roberto Bilotti Ruggi dAragona per 580mila euro. I pezzi erano falsi, creati utilizzando un macchinario per la radioterapia in un ospedale. La banda ha anche falsificato opere darte, come vasi antichi, e li ha venduti come autentici. Il marchese ha iniziato a sospettare che qualcosa non andava quando è stato vittima di una rapina nel suo palazzo. Ha quindi denunciato gli indiziati alla polizia, che hanno arrestato sette persone, tra cui David, Massimo Monaco e Mariano Capomaggi.
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