«Nuovi scenari urbani», è questo il titolo della mostra in programma, dal prossimo 17 dicembre, all'interno dei bassi del municipio di Noto. L'iniziativa è promossa dall'osservatorio giovani architetti netini (Ogan) ed'è patrocinata dal comune di Noto. L'esposizione è composta dai lavori e dalle idee di otto giovani architetti netini sviluppati all'interno delle loro tesi di laurea. A coordinare i lavori Massimo Carnemolla, (architetto anche lui) che racconta così l'idea: «proporre una seria inversione di tendenza con progetti di riuso compatibile dei contenitori netini sotto-utilizzati. I nostri beni culturali come beni produttivi, capaci di incidere sullo sviluppo economico e culturale del XI secolo». E sul ruolo dell'osservatorio aggiunge: «si propone come consulta all'amministrazione pubblica, focalizzando l'attenzione su una risorsa endogena, una nuova generazione di architetti». Una prova di resistenza culturale, perché in fondo conclude Carnemolla: «è più facile fuggire che rimanere». giuseppe fianchino 13122011
SICILIA - Architetti di nuovi scenari urbani
Nuovi scenari urbani, è questo il titolo della mostra in programma, dal prossimo 17 dicembre, all'interno dei bassi del municipio di Noto. L'iniziativa è promossa dall'osservatorio giovani architetti netini (Ogan) ed'è patrocinata dal comune di Noto. L'esposizione è composta dai lavori e dalle idee di otto giovani architetti netini sviluppati all'interno delle loro tesi di laurea. A coordinare i lavori Massimo Carnemolla, (architetto anche lui) che racconta così l'idea: proporre una seria inversione di tendenza con progetti di riuso compatibile dei contenitori netini sotto-utilizzati. I nostri beni culturali come beni produttivi, capaci di incidere sullo sviluppo economico e culturale del XI secolo. E sul ruolo dell'osservatorio aggiunge: si propone come consulta all'amministrazione pubblica, focalizzando l'attenzione su una risorsa endogena, una nuova generazione di architetti. Una prova di resistenza culturale, perché in fondo conclude Carnemolla: è più facile fuggire che rimanere.
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