Ieri Ugo Cappellaci ha annunciato la decisione definitiva della Regione. A Sassari niente. Nel Sinis si punta ad un nuovo museo. Presto i reperti potrebbero volare a Seul Chissà se basterà un protocollo d'intesa per spazzare via le polemiche e i veleni degli ultimi tempi. Fatto sta che quello firmato ieri tra la Regione, il Comune di Cabras, la Soprintendenza per i beni archeologici di Cagliari e Oristano e il ministero dei Beni culturali pone finalmente dei punti fermi sulla questione delle Statue di Mont'e Prama: per valorizzare e rendere fruibile a tutti questo grandioso patrimonio, ora esposto nel Centro del restauro di Li Punti, nascerà un sistema museale ad hoc spalmato tra Cagliari, Cabras e Sassari L'accordo è il frutto di un «lavoro puntuale e continuo» portato avanti in queste settimane «in forte unitarietà» tra le istituzioni coinvolte, fa sapere il soprintendente Marco Minoja, e prevede lo spostamento delle statue principalmente nel Museo archeologico di Cagliari e in quello civico di Cabras, mentre a Li Punti sarà conservata la documentazione riguardante l'intero complesso di Mont'e Prama. Fermo restando un fatto, dice il presidente della Regione, Ugo Cappellacci: «La sede naturale per la realizzazione del sito adatto è quella del Sinis, quindi il comune di Cabras». Quello che succedere lo spiega Marco Minoja parlando di un sistema museale pensato per «raccontare» la storia dei Giganti ritrovati nel Sinis insieme con diversi altri pregevoli pezzi. «Ciascun polo racconterà un aspetto diverso delle statue dice il soprintendente . A Cagliari saranno esposti i pezzi capaci di descrivere meglio il lato artistico, mentre riteniamo che la parte archeologica trovi il suo naturale inserimento a Cabras». Tre sezioni, dunque, per un'esposizione che, secondo l'assessore regionale alla Cultura, Sergio Milia, potrà essere un volano per l'isola, riuscendo non solo a creare nuovi posti di lavoro ma anche ad attrarre nuove fette di domanda turistica. Il tutto perii non partire dall'oggi al domani al momento, osserva il sindaco di Cabras, Marco Carrus, il Museo civico non è adatto a ospitare l'intero patrimonio previsto. Si lavorerà con con due passaggi: il primo prevede l'adeguamento di alcune parti non utilizzate del complesso museale, che a partire da gennaio potranno ospitare una decina di pezzi, tra statue ed esemplari di nuraghe. Gli spazi mancanti arriveranno dopo il 2013, quando diventerà esecutiva la progettazione dei lavori di ampliamento della struttura: proprio questa settimana dovrebbe conoscersi il nome del vincitore del concorso d'idee bandito al proposito. A Cagliari, invece, i Giganti del Sinis, insieme ad altri pezzi, saranno esposti nel Museo archeologico in attesa che sia pronto un nuovo spazio: l'ex Museo Regio, chiuso da tempo ma in cui a breve, grazie a un finanziamento di 500 mila euro arrivato l'anno scorso, potranno partire i lavori di ristrutturazione, che dureranno qualche anno. Dal 2012, nel complesso archeologico di Mont'e Prama ripartiranno anche gli scavi: recentemente à stata siglata una convenzione con i fondi Arcus (tra i più importanti finanziamenti del settore): arriveranno 700 mila euro divisi tra questo complesso e quello di Tharros. Nel frattempo si parla di far partire alcune statue a Seul per l'Expo 2012. Un'ipotesi che preoccupa non poco il mondo accademico e della ricerca archelogica, dato il pericolo che i reperti possano logorarsi o rovinarsi durante il viaggio. Cappellacci butta acqua sul fuoco: se il trasferimento dovesse concretizzarsi, dice, saranno studiati sistemi di trasporto che garantiscano l'integrità e la sicurezza delle statue.