Il museo come luogo di tutti e per tutti. Una torre di Babele dove convergono le diverse visioni del mondo. Nei giorni scorsi - nella sala conferenze dei Voltoni del Guazzatoio - nell'ambito dell'incontro «Bagagli culturali, patrimoni da condividere», i professionisti della formazione hanno fatto squadra. Un corso di formazione rivolto a tutti i «custodi» della cultura, che ha visto a Parma la sua ultima tappa, dopo quelle di Roma e Salerno. «Non è un caso che Parma sia stata scelta come sede dell'incontro: qui lo sviluppo dei servizi educativi rappresenta un'eccellenza del territorio - commenta Giovanna Damiani, soprintendente per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici di Parma e Piacenza -. Iniziative come questa sono un'occasione di riflessione e un punto di partenza per migliorarsi». Sì, perché «oggi, chi si occupa di musei non può più pensare che basti aprire le porte per accogliere le persone - aggiunge Paola Monaci, della direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna -. Bisogna costruire un dialogo soprattutto con i giovani e i nuovi arrivati in Italia, che troppo spesso non sentono il luogo in cui vivono come il proprio territorio». Intercultura, educazione al patrimonio culturale e integrazione sociale: sono stati questi i tempi principali dell'incontro. Con un'attenzione in più sui «nuovi» italiani: studenti stranieri nati o cresciuti nel nostro Paese. «In Italia sono 750.000 gli stranieri che frequentano le nostre scuole - aggiunge Patrizia De Socio, coordinatrice del Centro per i servizi educativi del museo e del territorio -. Le differenze esistono e vanno riconosciute; il museo può essere considerato come un luogo di integrazione e un'occasione di dialogo interculturale». «Le generazioni future devono essere formate dalle scuole a visitare i musei - spiega Mario Andrea Ettorre, direttore del Servizio II-Comunicazione e promozione del patrimonio culturale -. Quest'iniziativa mira proprio a creare una nuova rete di comunicazione, mettendo a disposizione di tutti le diverse esperienze nell'ambito dell'educazione al patrimonio culturale e progetti nuovi su cui lavorare insieme». L'incontro è stato organizzato dal S'ed (Centro servizi educativi del museo e del territorio) della direzione generale per la Valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero per i beni e le attività culturali, con la collaborazione della direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna e con la soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza.