Mentre il Pd tiene duro in difesa di un nuovo stabilimento Illeegale e incostituzionale»: invocato dai comitati ambientalisti del Chianti, contrari al nuovo stabilimento della Laika camper a San Casciano (Firenze), il professor Salvatore Settis è duro. Nel mirino dell'archeologo, già direttore della Normale di Pisa e presidente del consiglio superiore dei Beni culturali, l'idea del comune di traslocare i reperti archeologici rinvenuti durante la costruzione del nuovo impianto in un altro sito, scongiurando così il ritiro del progetto industriale. Idea benedetta dal governatore Enrico Rossi, supportato da numerosi ammistratori piddini. In un'intervista, con il Corriere Fiorentino, lo studioso ha ricordato che, in base al codice dei Beni culturali, gli scavi o non sono di valore e in questo caso vengono distrutti, oppure lo sono e devono rimanere in loco. Lo spostamento, secondo Settis, è stata autorizzato interpretando in maniera fuorviante la stessa legge che, all'articolo 21, consente anche di abbattere beni architettonici «per ragioni di stretta necessità, per esempio per ragioni di pubblica incolumità». Sfoderando, poi, una sentenza della Corte costituzionale del 1986, Settis ricorda che non ci sono motivi di ordine economico o occupazionale, come nel caso della Laika la possibile perdita di 200 posti di lavoro, in grado di venire prima della tutela del paesaggio. Sarebbe stato meglio, secondo il professore incassare lo scavo nel nuovo stabilimento, evitando «l'archeopatacca». Intanto, l'assessore regionale all'Urbanistica, Anna Marson, in quota Idv, non ha commentato l'intervento con cui il presidente della giunta Rossi ha dato il là all'intervento. La dipietrista, già animatrice dei comitati che si sono opposti al nuovo stabilimento Laika, sembrerebbe sconfessata dall'assessore alla Cultura, Cristina Scaletti, Idv pure lei, la quale, pur essendo competente in materia, s'è ben guardata dall'intervenire. È probabile che la polemica venga rinfocolata oggi, quando in consiglio regionale Marson risponderà alle interrogazioni di Sel sull'area di Rimigliano a San Vincenzo, nel Livornese, dove il sindaco Pd vuol approvare una maxi variante al piano di governo del territorio, realizzando residenze di pregio, strutture ricettive e un campo da golf. Decisione ovviamente contestatissima dai comitati ambientalisti, ma anche dagli uffici dell'assessorato regionale all'Urbanistica, che hanno bersagliato il provvedimento con numerosi rilievi.Ancora una volta la sinistra toscana si trova tra sviluppo e tutela del paesaggio, fra lavoratori, più spesso disoccupati, e i vacanzieri della seconda casa dalla spiccata sensibilità ecologista, «l'ambientalismo in cashemere», come l'aveva definito la leader degli industriali toscani, Alessandra Mansi. Opposti fra i quali i partiti fragili dei nostri anni, Pd in testa, non riescono più a trovare la sintesi come accadeva 30 anni fa.
Per gli ecologisti toscani 200 posti di lavoro sono una vera bazzecola
Il professor Salvatore Settis, archeologo e presidente del consiglio superiore dei Beni culturali, ha criticato l'idea del comune di San Casciano di trasferire i reperti archeologici rinvenuti durante la costruzione del nuovo stabilimento Laika camper in un altro sito. Settis ha affermato che lo spostamento è stato autorizzato in maniera fuorviante e che non ci sono motivi di ordine economico o occupazionale per giustificare la distruzione dei reperti. Ha ricordato anche una sentenza della Corte costituzionale del 1986 che non consente l'abbattimento di beni architettonici per ragioni di stretta necessità.
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