Approvato dai Beni culturali, è stato redatto gratis: ristorante panoramico, ascensore in vetro Dopo essere stato candidato al vincolo di "monumento storico" dalla Direzione regionale dei Beni culturali l'imponente pontone Ursus gode adesso anche di un progetto di riqualificazione in veste turistica, costoso, ma promettente, che la Soprintendenza ha già approvato. In forma liberale, lo ha realizzato l'architetto Claudio Visintini, con l'intento di presentarlo al Comune. Se il Comune lo ritenesse valido e praticabile, dovrebbe partire la ricerca di soldi per la trasformazione in città galleggiante del pontone costruito nel 1914, alto 80 metri, che spinto da terribili raffiche di bora lo scorsa primavera aveva rotto gli ormeggi scappando per il mare aperto. Il progetto prevede una ingente spesa, di 5,2 milioni di euro, per il restauro dell'enorme struttura metallica che tanto richiama una tour Eiffel sul mare, per la creazione di sale ai livelli intermedi e di un ristorante in cima. Non solo, il progetto considera anche la concreta possibilità che l'Ursus possa diventare un enorme luogo di ospitalità viaggiante, che possa transitare nell'Adriatico di porto in porto, regalando agli ospiti interni la possibilità di organizzare feste di nozze alternative, e il godimento dal mare di un panorama "aereo" della costa. Per salire a quell'altezza, Visintini - lo racconta il soprintendente Luca Caburlotto che ha dato approvazione preliminare al progetto di massima - ha ideato un ascensore in cabina di vetro, a minimo impatto ambientale, senza la vista dei cavi, per la sua realizzazione è stata già interpellata una ditta speciale a Torino. Il costo di questo solo elevatore è stato calcolato in 800 mila euro. Per coprire una spesa simile, lo ammette lo stesso Caburlotto, sarebbe indispensabile ricorrere a fondi europei, e comunque l'Ursus (ora donato al Comune, ma a lungo in proprietà della Guardia costiera ausiliaria, che ne ha sempre curato e governato le sorti) è uno dei tasselli di quella «archeologia industriale" che Trieste, non avendo quasi più industria, dovrebbe virare verso altri capitoli economici di sviluppo, da un lato per non perdere un patrimonio ancora intero e importante, e dall'altro per non sprecare le possibilità del suo riutilizzo. «Non c'è niente di male - dice Caburlotto - se per salvare un bene si pensa anche di renderlo redditizio, definirei il progetto di Visintini meraviglioso. Si è preferito farlo vedere prima alla Soprintendenza che al Comune, in modo da presentare un documento già vistato, cosa che burocraticamente agevola di molto le eventuali decisioni e gli atti futuri che si volessero fare". Dunque un'altra cosa in campo, fra le tante "vecchie" che a Trieste aspettano di tornare nuove e attive.
Trieste, archeologia industriale. Ursus, un progetto da 5,2 milioni per il riuso
Il pontone Ursus, un imponente struttura metallica costruita nel 1914, è stato candidato al vincolo di "monumento storico" dalla Direzione regionale dei Beni culturali. Dopo l'approvazione, l'architetto Claudio Visintini ha realizzato un progetto di riqualificazione turistica, costoso ma promettente, che prevede il restauro dell'enorme struttura metallica, la creazione di sale e un ristorante in cima, e la possibilità di trasformarla in un luogo di ospitalità viaggiante. Il progetto, che richiede una spesa di 5,2 milioni di euro, ha ricevuto l'approvazione preliminare della Soprintendenza.
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