Le istituzioni latitano, in campo "Archeotuscia" e "Il cerchio di Demetra" VITERBO - Siti archeologici del viterbese abbandonati: le associazioni si mettono in prima linea per la salvaguardia del patrimonio storico della Tuscia. Lo stato miserabile delle necropoli etrusche della Tuscia, un vero e proprio tesoro archeologico, ha spinto alcune associazioni del Viterbese a impegnarsi in prima linea per porre un freno al terribile degrado dei siti. Archeotuscia onlus è un'associazione che da ormai sei anni si occupa di promuovere la ricerca, la tutela e la gestione dei siti di interesse archeologico, monumentale, artistico e paesaggistico nel territorio della Tuscia, in collaborazione, quando possibile, con tutti gli enti ed associazioni che perseguono lo stesso scopo. Proprio in quest'ottica di collaborazione, Archeotuscia ha di recente firmato una convenzione con autorità comunali, provinciali e soprintendenze, per la cura di alcuni dei più significativi siti archeologici della piscia: le necropoli rupestri di Castel d'Asso e Norchia. "In realtà cercavamo di stipulare questa convenzione da ormai due anni - dichiara Rodolfo Neri, socio di Archeotuscia - l'ultimo tentativo si era infranto contro il rifiuto, da parte delle autorità regionali, di dedicare ulteriori fondi alla cura delle aree patrocinate. Quindi abbiamo proposto questa nuova convenzione, consci di come la drammatica situazione economica dei diversi enti non permetta l'attribuzione di risorse di alcun genere. Per il momento, quindi, a finanziare gli obiettivi di Archeotuscia ci sono solo la passione e la buona volontà dei nostri soci, con la speranza che in futuro si rendano disponibili nuovi fondi. Per l'area di Castel d'Asso abbiamo già in progetto la realizzazione di un muro di recinzione fronte strada di 35 metri circa, con un cancello di 6 metri, in modo da permettere l'accesso ai soli pedoni. Questa iniziativa nasce dalla constatazione di come l'area venga trattata da molti alla stregua di una discarica, dove andare a scaricare rifiuti pesanti di ogni tipo. Purtroppo il nostro territorio è molto poco conosciuto, anche agli stessi viterbesi, che, a volte, non sanno quante e quali ricchezze archeologiche siano sparse nelle campagne della Tuscia. Come possiamo pretendere che i turisti vengano a visitare Viterbo, quando le aree di maggior interesse non solo sono trascurate dai cittadini, ma vengono addirittura trattate alla stregua di immondezzai? Per combattere questa ignoranza, Archeotuscia si impegna anche sul fronte dell'educazione culturale del cittadino, proponendo ogni domenica delle visite guidate, del tutto gratuite, attraverso le più belle aree archeologiche del Viterbese". Un'altra associazione che si occupa della cura dei siti storici della Tuscia è il "cerchio di Demetra", un gruppo di iniziativa sociale che non solo si adopera nella manutenzione delle aree archeologiche, ma financo vuole promuoverli con iniziative culturali e artistiche. "Come iniziativa sociale - dichiara Gianni Pelosi, membro de "Il cerchio di Demetra" - volevamo esprimere il sentimento condiviso di profonda indignazione per lo stato di terribile abbandono che colpisce alcuni dei luoghi più storicamente significativi del territorio viterbese. Di fronte all'incuria disarmante di alcuni siti, dallo scorso ottobre ci siamo attivati per operare, in prima persona, interventi di manutenzione semplici ma indispensabili. Il tumulo centrale del tempio di Grotta Porcina, ad esempio, era trascurato al punto che la segnaletica turistica era scomparsa del tutto, inghiottita dall'avanzare del sottobosco. Per chi non conosce l'esatta posizione, il sito è quasi impossibile da trovare, dato che il percorso d'accesso è ridotto ad un solco scavato dall'acqua e dalle moto da cross che continuano indisturbate a violare la pace del tempio. Stesso discorso per Norchia, più facilmente accessibile, ma egualmente afflitto da una terribile incuria: cespugli ed erbacce coprivano ovunque gli accessi alle tombe, rendendo ancor più arduo il già non facile percorso tra le rocce della necropoli. Noi de 'Il cerchio di Demetra' ci eravamo stancati di appellarci alle autorità per denunciare le condizioni dei siti, quindi ci siamo mossi in prima persona, in maniera quasi clandestina, definizione paradossale visti i nostri intenti. La nostra attività come associazione si basa principalmente su tre concetti: i cittadini devono prendersi cura del proprio territorio in prima persona e direttamente; in un periodo di grande crisi come l'attuale, rispolverare il passato aiuta a riflettere sul presente, da una prospettiva diversa; i luoghi della storia non andrebbero solo ripuliti e curati, ma anche valorizzati da iniziative artistiche di carattere rievocativo, adatte a diffonderne la conoscenza attraverso il tessuto sociale. A tal proposito, la nostra associazione ha già organizzato, a novembre, un evento di arte e musica nell'area del tempio di Demetra, mentre stiamo già lavorando per promuovere nuove iniziative, sempre nell'ottica della rivalorizzazione del territorio".
Tuscia. Siti archeologici nel degrado. Interessa solo alle associazioni
In Toscana, in particolare nella regione di Viterbo, ci sono siti archeologici abbandonati che richiedono una tutela e una cura. Le associazioni Archeotuscia e "Il cerchio di Demetra" si sono impegnate per promuovere la ricerca, la tutela e la gestione dei siti archeologici, monumentali, artistico e paesaggistico nel territorio della Tuscia. Archeotuscia ha firmato una convenzione con autorità comunali, provinciali e soprintendenze per la cura di alcuni dei più significativi siti archeologici della piscia. L'associazione ha in progetto la realizzazione di un muro di recinzione per proteggere l'area di Castel d'Asso.
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