Ecco il pano «b»: primo evento sul lungomare, ma la gara d'appalto rimane ancora valida Il lungomare di via Caracciolo Il lungomare di via Caracciolo NAPOLI - Regate del 2012 nello specchio d'acqua antistante il lungomare e Mergellina, evento del 2013 a Bagnoli. È questo il piano «b» che Comune, Provincia e Regione hanno messo a punto per l'America's Cup a Napoli nel caso in cui il verdetto del ministero giunga troppo tardi o prescriva misure di sicurezza che a Bagnoli non si farà in tempo ad adottare entro aprile del prossimo anno. I tecnici del Comune di Napoli stanno lavorando da giorni a questa possibilità, che consentirebbe di non invalidare la gara d'appalto bandita da Bagnolifutura per l'assegnazione dei lavori: pontili e frangiflutti, cioè le opere mobili a mare, proprio perché tali, sarebbero semplicemente installate lungo via Caracciolo invece che a Coroglio per la prima tornata di regate. Rimosse alla fine dell'evento, un anno dopo potrebbero essere poi posizionate nella collocazione prevista a Bagnoli. «I legali stanno verificando che tale ipotesi sia percorribile», dice il vicesindaco Tommaso Sodano. Che non è affatto turbato dalle anticipazioni «negative» sulle analisi commissionate dai pm che indagano sulla colmata: «C'è inquinamento? Ed è una novità?». L'amministrazione comunale, contrariamente a coloro che osteggiano la scelta di puntare su Bagnoli, la difende e la considera positiva. Nessun pentimento? Alla domanda risponde il sindaco de Magistris: «No, è stata la scelta giusta e ha prodotto già il risultato di riaccendere i riflettori sull'area, come volevamo. Il nostro obiettivo primario è che Bagnoli sia restituita alla città e quindi, se c'è un problema ambientale, lo si deve affrontare. Io su questo non mollo altrimenti tra dieci anni discuteremo sempre delle stesse cose. Il fatto che abbiamo puntato su Bagnoli ha già avuto effetti positivi: sono stati sbloccati fondi che altrimenti non avrebbero mai sbloccato, abbiamo l'impegno del governo e del ministro Clini, indipendentemente dalla Coppa, a impiegare il massimo delle risorse possibili per completare la bonifica di Bagnoli. Insomma, abbiamo riportato l'attenzione su un'area abbandonata». In ogni caso, sottolinea il sindaco, «per Bagnoli non c'è un no, almeno non ancora. Comunque la Coppa America si farà a Napoli. E nulla impedisce che, seppure non dovessimo fare in tempo per il 2012, si torni a Bagnoli per il secondo evento». Gli stessi concetti sono ribaditi nel comunicato ufficiale diffuso ieri sera dall'Acn, la società di scopo formata ad hoc da Comune, Provincia, Regione e Unione industriali, sia nella difesa dell'ipotesi Bagnoli, sia sulla necessità di predisporre alternative all'area occidentale nella probabile eventualità che i tempi si allunghino. Un'ulteriore conferma sul piano «b» arriva dal presidente della Provincia Cesaro: «È fuori di ogni dubbio che Napoli ospiterà le regate della Coppa America. Dove? Se non è possibile a Bagnoli, auspico vivamente che via Caracciolo diventi il palcoscenico naturale per l'evento. Dico via Caracciolo perché quando l'anno scorso mi recai a Cannes per il salone nautico pensai immediatamente che Napoli doveva conquistare un evento di caratura internazionale legato al mare per rilanciare l'immagine della città». Cesaro ipotizza la chiusura al traffico della zona bloccata in occasione delle domeniche ecologiche, l'utilizzo di parte della Villa Comunale per il villaggio, con tutta la zona collinare trasformata in «una splendida tribuna» dall'alto. «Da un impedimento conclude potrebbe nascere una soluzione addirittura migliore». Quella che già alcuni mesi fa proponevano Aldo Loris Rossi e Gerardo Mazziotti. Angelo Lomonaco 10 dicembre 2011